Giustino Zulli (Articolo Uno) interviene sulle vicende anche politiche che stanno accompagnando l’emergenza idrica a Chieti. Di seguito il suo intervento. ”La nostra città, come purtroppo tante altre località dell’intero Stivale, da diverse settimane sta vivendo una drammatica situazione riferita alla carenza di acqua che ha già reso e purtroppo continuerà ancora a rendere difficile la vita di una comunità che tutto potrà sostenere, tranne che di essere sorpresa dalla carenza idrica in atto. Sono ormai decenni che se ne parla: riscaldamento del pianeta, fenomeni di siccità, reti colabrodo che secondo alcuni studi determinerebbero la perdita del 70% e a volte più dell’acqua potabile, stanno solo aggravando situazioni nate da tempo che chiamano in causa diffuse responsabilità di chi magari governa oggi ma che fino a ieri è stata forza di opposizione e viceversa. E’ un dato inoppugnabile: al governo o all’opposizione, in Abruzzo, a Chieti e altrove, una intera classe dirigente non è stata all’altezza della situazione e trovo ridicolo che chi governa oggi le città pratichi con disinvoltura il giochetto dello scaricabarile perché le responsabilità di chi ha gestito le nostre città sono molteplici. E chi attacca le gestioni precedenti deve dimostrare con i fatti, magari anche esibendo apposite documentazioni scritte, di aver fatto proposte risolutive in questi ultimi anni. Non è andando sempre alla ricerca delle responsabilità di “chi c’era prima” che si risolvono i problemi. Chi dirige deve assumersi, oggi, le sue responsabilità. Alla luce di queste semplici considerazioni, penso che quanto si è verificato a Chieti (ma il ragionamento vale anche per le altre località magari con maggioranze diverse) meriti un supplemento di riflessione. Se la situazione cittadina è drammatica e non sono di certo le autobotti –pur necessarie – a soddisfare le esigenze dei cittadini e delle tante attività commerciali collegate specialmente alla ristorazione e se stanno prendendo corpo alcune idee che tendono al ritorno, che condivido, della gestione diretta di un servizio indispensabile con un Consorzio di Comuni, cosa avrebbe dovuto fare una amministrazione all’altezza della situazione? A mio parere, convocare un Consiglio comunale straordinario per discutere tutti, maggioranza ed opposizione, come avviare un processo virtuoso capace di avviare a soluzione, con i tempi tecnici necessari, un problema annoso che coinvolge tutti visto che dal 2005 ad oggi, nel periodo di maggiori difficoltà e problemi, chi era maggioranza è passata all’opposizione per poi tornare in maggioranza e viceversa. Invece, alcuni esponenti dell’attuale maggioranza non solo fino a ieri hanno bacchettato chi ha proposto il Consiglio comunale straordinario accusando qualcuno di essere “alla perenne ricerca di visibilità” come se chi fa queste critiche non fa le stesse operazioni ma oggi, senza alcuna spiegazione, nulla hanno ancora detto sul fatto che il Ccs si farà, addirittura con l’avallo del Sindaco, anche se, come è stato scritto in un lungo comunicato firmato da esponenti del Pd, Sinistra con Diego, Chieti per Chieti, “non riporterà l’acqua nelle case dei cittadini”: E’ così facendo che si consente alle attuali opposizioni di segnare un rigore. A porta vuota ed io credo che sarebbe stato meglio, da parte della maggioranza, proporre, non giocando di rimessa, una iniziativa che sarebbe stata sicuramente apprezzata dalla cittadinanza. Non è così che si amministra una comunità”.
