La “D’Annunzio” a capo di una importante ricerca sui terremoti

Il Dipartimento di Ingegneria e Geologia (INGEO) dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, diretto dal professor Marcello Vasta, coordina un’importante attività di ricerca sui fenomeni della liquefazione del terreno in corso presso il comune di Terre del Reno (FE), al centro del territorio interessato dal terremoto che ha colpito l’Emilia nel 2012. La sperimentazione in atto si basa sull’applicazione della tecnica del “blast test”, che ha l’obiettivo di riprodurre, a scala locale, la liquefazione mediante l’utilizzo di microcariche esplosive. Il progetto che è nato dagli studi sulla liquefazione avviati nel 2016 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, vede la collaborazione della “Brigham Young University” (Provo, Utah, Stati Uniti), dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dell’Università degli Studi di Padova e di “Geofondazioni” (Martellago, Venezia). Il gruppo di ricerca, unico in Italia ad utilizzare la tecnica del “blast test” negli studi sulla liquefazione, è coordinato dal Professor Kyle M. Rollins della “Brigham Young University”, considerato tra i massimi esperti a livello internazionale nell’utilizzo di tale tecnica. Ricerche analoghe sono state recentemente svolte dallo stesso gruppo anche negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda. I risultati delle attività sono stati pubblicati in riviste scientifiche internazionali e sono tuttora oggetto di diversi convegni e workshop nazionali ed internazionali. “La ricerca scientifica – spiega la dottoressa Sara Amoroso, ricercatrice e coordinatrice dell’attività di ricerca per il Dipartimento INGEO della “d’Annunzio” – si propone di aumentare le conoscenze sui meccanismi che regolano il fenomeno cosismico nei terreni sabbioso-limosi e di verificare le prestazioni di fondazioni profonde nella mitigazione del rischio di liquefazione. Allo scopo si è programmato di analizzare il comportamento di pali troncoconici prefabbricati in cemento armato centrifugato, posti in opera mediante battitura, al fine di ottenere dati reali ed elementi innovativi per la progettazione ingegneristica in terreni granulari saturi”.

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