Vertice in Prefettura: una decisa virata ai lavori nelle caserme dismesse

Nuova riunione lunedì scorso, 5 luglio,  la seconda in pochi giorni, tra i soggetti interessati, per dare nuovo impulso al progetto pilota in atto a Chieti per la riqualificazione delle caserme dismesse Berardi e Bucciante e per alcuni interventi nella Rebeggiani, finalizzati ad azzerare le spese d’affitto che lo Stato sostiene per le sue strutture periferiche. L’ha lodevolmente convocata il prefetto Armando Forgione che si è fatto carico, nell’interesse della collettività dei cittadini e dell’amministrazione centrale, di riavviare tavoli di lavoro fermi da troppo tempo. Questa volta all’ordine del giorno c’era lo stato dell’arte dei lavori nei tre complessi per quel che riguarda in particolare l’attività in corso da parte degli enti pubblici. Erano presenti il commissario straordinario per la ricostruzione delle zone terremotate nel centro Italia Giovanni Legnini, che fu da uomo di governo promotore del progetto; la soprintendente Rosaria Mencarelli con l’architetto Aldo Pezzi; il Demanio dello Stato, rappresentato dal direttore servizi al patrimonio Massimo Gambardella, dal direttore regionale Raffaella Nardi e dagli ingegneri Mauro Paccamiccio, Marcello Bosica e Ciro Alizieri; il Provveditorato alle opere pubbliche con l’ingegner Gennaro Di Maio e l’architetto Caterina Di Paolo; la Regione Abruzzo con il consigliere Mauro Febbo, delegato del presidente Marsilio, e i dirigenti Pier Paolo Pescara e Germano De Sanctis; la Provincia di Chieti, rappresentata dal presidente Mario Pupillo e dall’architetto Francesco Faraone; il Comune di Chieti con il sindaco Diego Ferrara, il vicesindaco Paolo De Cesare e il presidente del consiglio comunale Luigi Febo. È stato invitato, anche in riconoscimento dell’impegno da sempre profuso su questo argomento, il Comitato cittadino, rappresentato da Giampiero Perrotti e da Luciano Di Tizio. In un iniziale intervento, attraverso una serie di aggiornate diapositive, il Demanio ha fotografato lo stato dell’arte dei cantieri. Una disanima dalla quale sono emersi, per la “Berardi”, ritardi rispetto ai tempi inizialmente previsti e un cospicuo aumento dei costi. Il prefetto Forgione ha chiesto a tutti i presenti di intervenire nel dibattito e ha sollecitato da ciascuno precisi impegni per superare l’attuale stato di empasse, sia attraverso la velocizzazione degli interventi sia attraverso un riesame dei costi che, quantomeno per alcuni dei 7 lotti in cui è suddivisa l’opera, viste le variazioni emerse in questi anni (ad esempio le competenze per le parti comuni), possono essere certamente ritoccate al ribasso. Nella “Rebeggiani” invece i lavori sono in fase avanzata e alla vigilia dell’ultimo  decisivo step. Per quanto riguarda la “Bucciante” la costruzione della nuova sede dell’Archivio di Stato riprenderà appena conclusi i lavori di verifica (in corso in questi giorni) sull’eventuale esistenza di materiale bellico mentre per la nuova Biblioteca “De Meis” Regione, Provincia e Demanio hanno concordato i prossimi interventi per arrivare finalmente all’avvio dei lavori.  Sul comparto universitario il prefetto Forgione ha brevemente ricordato gli esiti di un precedente incontro proprio su quel tema e ha sollecitato azioni atte a reperire i fondi necessari per affiancare l’impegno economico parziale confermato dalla “d’Annunzio” e per poter completare l’attesa cittadella della cultura. A conclusione dei lavori il prefetto ha ringraziato tutti e ha annunciato a breve la convocazione di nuovi incontri per verificare che cosa nel frattempo sarà stato fatto: a inizio agosto per l’ex ospedale militare; a inizio settembre per l’intero complesso dei lavori. Nel suo intervento il Comitato ha anch’esso ringraziato tutti i presenti, e in particolare il prefetto Armando Forgione, sottolineando con piacere come le amministrazioni interessate abbiano tutte dichiarato piena disponibilità a darsi da fare per accelerare i tempi, a fronte degli eccessivi ritardi sin qui accumulati. Ma ha pure chiesto con forza, facendo proprio l’appello già chiaramente enunciato dal prefetto, che agli impegni seguano rapidamente i fatti.

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