

Trionfo alla vigilia del Centenario (nel 2022 il Chieti celebrerà il secolo di vita). Sono i dati statistici a testimoniare la netta superiorità del Chieti e la piena legittimità della promozione: dieci successi e due pareggi, nessuna sconfitta, in trasferta la squadra neroverde ha sempre vinto (sei su sei). Ha l’attacco e la difesa migliori (26 reti realizzate, 4 quelle subite). Undici marcatori diversi: Rodia e Spadafora (5), Fabrizi (4), Galli (3), Pietrantonio (2), Mariani (2), Verna, Ikramellah, Consorte, Filosa e Farindolini (1 gol a testa). Il lungo elenco dei neroverdi andati a segno è il segno della qualità del gruppo che il tecnico Alessandro Lucarelli ha avuto a disposizione. L’allenatore avezzanese ha conquistato la terza promozione della carriera, è ormai chiamato “mister Eccellenza” avendo vinto il massimo campionato regionale prima con l’Avezzano e per due volte alla guida del Chieti, nel 2018-19 (quando poi non venne confermato e fu un grave errore) e ora nel 2020-21. Lucarelli considera questo suo successo professionale <il più importante, perché il più difficile avendo avuto pochissimo tempo a disposizione sia per l’allestimento dell’organico sia per la preparazione in vista della ripresa dell’attività>.
Vediamo chi sono i protagonisti dell’impresa. In cima alla piramide ci sono il patron Giulio Trevisan e il presidente Antonio Mergiotti. Braccio operativo il direttore generale e sportivo Antonio Paciarella. Ecco gli altri che svolgono un prezioso lavoro in società o per la squadra. Maria Grazia Malatesta è consigliere del club. Nicola Di Giovanni segretario sportivo e responsabile dell’area comunicazione (che ringraziamo per il quotidiano impegno con cui agevola il lavoro di quanti operano nel settore dell’informazione). Giacomo “Mino” Ianieri è ora il dirigente accompagnatore (con voce importante in ambito sanitario e fisioterapico). Amos Tucci è social media manager, Alessandro Mancinelli cura i rapporti con la tifoseria.
Alessandro Lucarelli (1973) allenatore alla sua seconda promozione sulla panchina del Chieti. Dall’iniziale 4-3-3 ha cambiato sistema di gioco optando per il 3-5-2 che si è rivelato vincente. Il suo staff comprende i due collaboratori tecnici Paolo D’Ercole e Stefano Di Crescenzo. I preparatori atletici Paolo Cieri e Marco Maselli, il preparatore dei portieri Gianluca Tuccella, il match analyst Simone Masciarelli e il mental coach Celestino Natale che è diventato elemento di primo piano nell’organigramma. Staff sanitario: dottor Raffaele Di Vito, giunto al Chieti in primavera, una vita al servizio dello sport teatino. Fisioterapisti Antonio Colacicco e Fabio Di Federico. Staff organizzativo: Stefano Di Francesco (addetto al materiale tecnico) e Patrizia D’Andrea (addetta alla lavanderia).
Sarà anche Eccellenza, ma la struttura organizzativa è articolata e complessa, ricche di molte figure a tal punto che sembra di trovarsi di fronte a un club di rango elevato. Ed infatti adesso siamo (almeno) in serie D.
I calciatori in organico:
Antonio Aquilanti (1985) il leader. Difensore, ha accettato l’offerta del Chieti rifiutando proposte di società di categoria superiore (il Piacenza, ad esempio) Carismatico e inossidabile. L’ultima gara l’ha seguita dalla panchina: il (meritato) riposo del guerriero.
Cristian Belli (2003) centrocampista under. Contro l’Angolana è entrato nella ripresa. Giusto premio, per lui e per altri under.
Matteo Consorte (2002) difensore di fascia, una delle più belle sorprese. La forza degli under è stata una risorsa preziosa, forse decisiva.
Niccolò Corticchia (1993) gli è stato ritagliato il ruolo di play basso, compito che ha svolto splendidamente. Talento di scuola juventina, funzionerà anche in D. Uno dei nuovi. I tifosi l’hanno eletto “miglior giocatore della stagione”.
Mattia De Fabritiis (1992) difensore centrale, ha avuto poco spazio, resta elemento affidabile.
Giovanni Di Renzo (2002) altro difensore under. Promettente. Contro l’Angolana ha giocato titolare.
Marco Donatangelo (1995) centrocampista. Giunto dal Penne, altro calciatore sul quale Lucarelli ha puntato molto per la ripresa dell’attività. I fatti gli hanno dato ragione.
Luca Fabrizi (1998) attaccante. Nel ragazzo aquilano l’allenatore ha sempre creduto ciecamente, replicando con fermezza a chi muoveva critiche per il deludente avvio di stagione. Luca ha avuto due mesi eccezionali, quattro reti, alcune pesanti. Seconda promozione consecutiva dopo quella con il Castelnuovo.
Lorenzo Farindolini (1994) con i problemi fisici (e un turno di squalifica) che hanno bersagliato Verna, ha avuto ripetute occasioni da titolare, sfruttate benissimo.
Liberato Filosa (1986) difensore. Altro veterano, perfetto partner di Aquilanti.
Matteo Forti (2001) portiere. Il titolare. 2 reti subite in 10 presenze. Abbiamo spesso discusso con Lucarelli se fosse giusto schierare un under tra i pali oppure affidarsi a un giocatore più esperto in un ruolo-chiave (questa la nostra personale tesi). Il tecnico ha sempre ribattuto di avere fiducia totale nell’ex frentano. Altra scommessa vinta, visti anche i miracoli compiuti sui rigori recentemente assegnati contro il Chieti (in due partite consecutive, Avezzano e Capistrello).
Guido Galli (1987) attaccante. Capitano, collezionista di promozioni. Il “dottore” ha avuto guai fisici nell’ultima parte del torneo e il suo impiego è stato inevitabilmente dosato. Al di là dei meriti tecnici, un prezioso uomo-spogliatoio con il suo carisma e la sua esperienza (come Aquilanti).
Yanni Iervese (2002) portiere
Anas Ikramellah (2001) attaccante, autentico talento. Ha avuto poco spazio essendoci quattro “concorrenti” più maturi. Costante cruccio di Lucarelli quello di non poter impiegare con minutaggio maggiore il ragazzo di origine marocchina.
Riccardo Lucarino (1993) difensore. Sempre prontissimo quando è stato chiamato, spesso per l’indisponibilità di Filosa. Implacabile marcatore centrale.
Davide Maggiore (2001) attaccante. Ha imparato all’ombra dei grandi. Presenza anche per lui nella partita di chiusura.
Marco Mariani (1992) centrocampista. Ha accettato di scendere di categoria (dalla D col Montegiorgio in Eccellenza), ha disputato un torneo straordinario. Uomo di lotta e di governo. Da tenerselo stretto. A nostro giudizio il migliore del gruppo.
Riccardo Mastrilli (1997) esterno basso. L’ultimo arrivato, nel senso di ultimo ad essere contrattualizzato, ha avuto poche apparizioni. Sufficienti per mostrare le proprie (note) qualità.
Manfredo Pietrantonio (1998) esterno. Preso dallo Spoltore. Formidabile il suo gol (punizione calciata col piede sinistro). Basta questa perla per incorniciare il suo contributo alla causa.
Romano Puglielli (2001) esterno alto (fascia destra). Fenomenale. Una lietissima rivelazione.
Mattia Rodia (1990) attaccante. Utilizzato spesso nei secondi tempi per la staffetta con altri del reparto avanzato. Carta preziosa che Lucarelli ha ben giocato. Cinque reti, da ricordare quella all’Aquila. Rivoluto fortemente (dal Nereto), si è capito perché.
Alessandro Russo (2000) portiere. Ha avuto l’onore di essere schierato nella partitissima contro l’Aquila, in casa (25 aprile), finita 1-1, qualche responsabilità sul gol rossoblù. Crescerà, le basi ci sono. Titolare anche contro l’Angolana, molto bene.
Carmine Salvatore (1998) portiere. Non ha avuto spazio.
Gianluca Sammaciccia (2002) centrocampista. Altro under entrato in campo nella serata di festa.
Francesco Siragusa (2001) esterno destro, tecnicamente e tatticamente il “sosia” o gemello di Puglielli. Bravo anche lui.
Scurti (2002) difensore, nel gruppo degli under e dell’organico titolare
Manuel Spadafora (1994) attaccante, preso dai Nerostellati di Pratola Peligna. Quando molte squadre hanno rinunciato alla ripresa dell’attività, sul mercato si sono presentate varie opzioni. Lucarelli “stranamente” ha scelto questa punta, poi ne abbiamo compreso la ragione. Spadafora ha segnato 4 reti ma, soprattutto, si è sempre massacrato in un impagabile lavoro a tutto campo. Ha chiuso con il (bellissimo) quinto gol.
Christian Tacchi (2002) attaccante, altro under. Rampollo di una grande dinastia di calciatori. In campo contro l’Angolana. Il futuro è suo, Lo aspettiamo con curiosità.
Fabio Tommaselli (1997) difensore. Non ha avuto occasioni.
Mattia Venditti (2003) portiere. Nel gruppo dei quattro “guardiani” dei pali neroverdi.
Cristiano Verna (1994) centrocampista. Un dispiacere enorme il fatto di averlo visto pochissime volte in campo. L’espulsione di Pescara (“quasi” al terzo minuto!), il successivo turno di squalifica, poi il covid e poi ancora la distorsione al ginocchio. Calciatore di lungo corso, micidiale negli inserimenti tra le linee. Parere personale: va confermato.
Adesso c’è da programmare il futuro. Sarà la stagione che porta al Centenario, una ricorrenza troppo importante per non onorarla in maniera degna a suon di risultati.
