La giustizia e le grottesche lotte di campanile

In più di una intervista che a suo tempo il sempre più compianto Remo Gaspari mi ha rilasciato ricordo che sosteneva come per il nostro Abruzzo la piaga più grave, impossibile da sanare, fosse rappresentata dal campanilismo. Mi è tornato in mente leggendo la davvero assurda polemica scoppiata attorno ai tribunali e al loro futuro: mentre la casa della giustizia brucia, per tanti gravissimi episodi che la stanno interessando, dai quali nessuno, al vertice o in periferia, può tirarsi fuori, perché è in ballo l’intera credibilità del sistema, da noi si fanno battaglie di assoluta retroguardia, che vedono in campo anche personaggi del mondo giudiziario. Ed è questo l’aspetto più grave, perché mentre dalla politica puoi aspettarti strumentalizzazioni e prese di posizione dettate solo dalla propaganda, da chi vive di giustizia ci si aspetta un atteggiamento diverso e responsabile, invece di battaglie di assoluta retroguardia e di scarsissima consistenza. Abbiamo una giustizia malata e bisognevole di cure, perché nelle sedi designate, da chi ha il dovere di decidere e programmare , si arrivi a dare al cittadino le migliori garanzie. Qui invece si parla d’altro, come se andare a Lanciano, Vasto, invece che Chieti e anche a L’Aquila, ci fosse l’assoluta certezza di ottenere le giuste risposte nella amministrazione della giustizia. E’ questo il vero scandalo che ancora una volta subiamo: basta ricordare il tempo in cui, proprio a causa dell’esasperato campanilismo, in questa terra abbiamo quadruplicato, o addirittura sestiplucato enti importanti per la vita di tutti, a cominciare dalle Asl, a prescindere dalla loro effettiva funzionalità. Una politica perdente, che evidentemente non ci ha ancora insegnato nulla…

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Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

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