La donazione dei fondi raccolti per gli scavi di piazza San Giustino: lettera aperta al sindaco Ferrara

All’appuntamento in programma questa mattina alla Casina dei Tigli,  per la consegna dei 7.000 euro raccolti  nell’ambito dell’iniziativa “Perché Chieti è anche mia” che ha lo scopo di finanziare gli scavi archeologici in piazza San Giustino, il primo cittadino Diego Ferrara non è andato, come era prevedibile dal tenore del  comunicato dei giorni scorsi di Sindaco, Giunta e Maggioranza. Di seguito pubblichiamo la lettera aperta al sindaco Diego Ferrara. “Sig. Sindaco, siamo cittadini di Chieti che non le parlano a nome di un comitato o di un’associazione civica, men che meno di una cordata politica che non esiste, se non nelle fantasie di taluno. Avremmo preferito averla qui con noi, come ci aveva promesso, a ricevere simbolicamente l’importo delle donazioni raccolte con la partecipazione attiva di tanti cittadini che, anche in questo momento di difficoltà economica, hanno voluto testimoniare la vicinanza alla propria città. Comprendiamo quanto sia difficile da assimilare il nostro sacrosanto diritto «alla conoscenza ed all’uso del patrimonio culturale» ed «a trarne beneficio ed a contribuire al suo arricchimento», tanto da farlo etichettare da taluni come “ingerenza”: l’Italia ha impiegato 15 anni per ratificare la CONVENZIONE DI FARO, ma noi auspichiamo che, per comprenderlo e farlo proprio, non ne servano altrettanti alla sua amministrazione. Siamo consapevoli che non saremo noi cittadini a decidere il destino della piazza, ma nessuno potrà privarci del diritto alla conoscenza del nostro patrimonio culturale ed archeologico, diritto che tanti cittadini stanno esercitando con una donazione, questo è il suo significato. Taluno, invece, ha accostato impropriamente lo spirito della donazione ad azioni di sabotaggio o ritardo dei lavori, fantasia che solo chi non ha serenità di giudizio può pensare o scrivere nei comunicati. Ci rifletta, che scelta sarebbe quella di non sapere? Di ricoprire tutto senza aver scoperto che cosa nascondono 2000 anni di storia della città? Sig. Sindaco, non accetti i nostri soldi se un qualsiasi dirigente del Comune apporrà il visto di legittimità ad una delibera che rifiuta una donazione in denaro incondizionata, come è quella che le abbiamo consegnato, che peraltro è in linea con le prescrizioni che le ha rilasciato il 15 marzo la Soprintendenza, secondo la quale “ … dovrà essere garantita dalle somme dedicate nel quadro economico di variante la presenza di archeologi qualificati per tutte le fasi di scavo nonché di architetto disegnatore e di archeologo incaricato della digitalizzazione della documentazione grafica, con eventuali restituzioni in 3d e georeferenziazione delle strutture preesistenti rivenute”. Non accetti la donazione, sarebbe nel giusto come burocrate, ma da uomo politico e cittadino di Chieti, le chiediamo di accettarla e soprattutto di fare suo il chiaro messaggio di speranza che una parte della sua città le ha inviato, donando anche 5 euro in favore del suo Comune. Confidiamo nell’accoglimento della donazione che, contrariamente al pensiero di taluno, non attiene né interferisce con l’appalto pubblico in corso ed è garantita in ogni sua fase per trasparenza e tracciabilità dall’incarico conferito al Notaio Plasmati, garante della correttezza giuridica della procedura. La raccolta, comunque, proseguirà fino al 31 luglio, fiduciosi che la flebile luce in fondo alle macerie della cisterna romana, rinvenuta e comunicata nel maggio di quest’anno, possa divenire un faro ardente che illumini i cuori sopiti di questa città”

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