A 10 anni dal referendum, torniamo a parlare di acqua pubblica e di beni comuni: Chieti scalo, piazzale Marconi, giovedì 10 dalle 17,30, ha annunciato sulla sua pagina Facebook il consigliere comunale Edoardo Raimondi. 10 anni fa una coalizione ampia e determinata ha sancito una vittoria storica nel nostro Paese: con 27 milioni di Sì ai referendum su acqua, servizi pubblici e nucleare, abbiamo costretto ad un passo indietro chi per decenni ha imposto privatizzazioni e estrattivismo. 10 anni dopo , in piena pandemia, quella vittoria basata sulla difesa dei beni comuni e sull’affermazione dei diritti di tutti e sui profitti di pochi ,ha un significato ancora più attuale – dice ancora Raimondi.
Da dicembre 2020 l’acqua, al pari di una qualsiasi altra merce, è stata quotata in Borsa. Un passaggio epocale che apre alla speculazione dei grandi capitali e alla emarginazione di territori , popolazioni e costituisce una grave minaccia ai diritti umani fondamentali. Inoltre,la cosiddetta “riforma “ del settore idrico contenuta nel Recovery Plan , così come aggiornato dal governo Draghi,punta ad un sostanziale obbligo alla privatizzazione,in particolare nel Mezzogiorno. L’attuale versione del PNRR risulta in “perfetta “continuità con l’azione dei governi precedenti tesa a disconoscere e tentare di cancellare l’esito referendario: un ulteriore incentivo verso la gestione mercantile dei beni comuni,un evidente vulnus democratico per il rispetto della volontà popolare. È una risposta del tutto errata alla crisi sindemica, riproponendo le stesse ricette che hanno contribuito a crearla. La crisi ecosistemica ,climatica , economica,sociale e l’emergenza sanitaria impongono una radicale inversione di rotta che metta al centro la tutela dei beni comuni in quanto elementi fondanti le comunità e la società,che garantisca una reale transizione ecologica, un’efficace azione di contrasto ai cambiamenti climatici e una fuoriuscita dai combustibili fossili e che garantisca a tutti i diritti fondamentali,a partire dal diritto all’accesso all’acqua, dal diritto ad un ambiente salubre ,dal diritto alla salute,dal diritto ad un lavoro sicuro e non precario, dal diritto alla casa per uscire finalmente dall’ emergenza abitativa. Oggi più di ieri – conclude Raimondi- è importante riaffermare il valore universale dell’acqua come bene comune e la necessità di una sua gestione pubblica e partecipativa come argine alla messa sul mercato dei nostri territori e delle nostre vite,contrastare il rilancio dei processi di privatizzazione attuato mediante il PNRR e le riforme che lo accompagneranno.
