E’ di questa settimana la notizia che il Partito Democratico abruzzese ha allargato le sue fila con l’ingresso nell’esecutivo del partito di personalità pubbliche di elevata caratura. Da un lato il Professore Luciano D’Amico, già Rettore dell’Ateneo teramano e dall’altro l’Avv. e docente universitario Enrico Raimondi, attuale Assessore del Comune di Chieti che assumerà l’incarico di dirigere il Dipartimento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
Il PD abruzzese insomma apre la sue fila, non solo alla società civile, cercando di inserire professionalità utili alla costruzione di una nuova immagine e soprattutto, al fine di dare nuova linfa vitale e spinta ad un partito che sembrava essere rimasto tramortito dopo l’esperienza renziana.
Di certo oggi restituisce la sensazione di un partito vitale. L’esatto opposto del suo attuale maggiore alleato.
Il Movimento 5 Stelle infatti sembra essere fermo con le 4 frecce a bordo della carreggiata.
Eppure proprio il M5S è stata la prima forza politica a comprendere che l’elettorato ha bisogno anche di poter contare su figure di elevata competenza professionale e che occorreva abbandonare l’etichetta di semplice partito di protesta da sempre attribuitagli perché gli elettori hanno bisogno soprattutto di soluzioni e non di chi gli ricorda quotidianamente, di vivere tra mille problemi.
Le attuali vicissitudini interne e di vertice di certo non aiutano questa fase che al momento sembra essere rimasta lettera morta.
Anche a livello locale le cose non vanno certo meglio con buona pace di quanti hanno creduto alla possibilità di costruire qualcosa di nuovo e di realmente coinvolgente.
Le denunce quotidiane e i numerosissimi interventi sui social media conditi dagli immancabili selfie non possono essere paragonabili, neppure lontanamente, alle manovre politiche messe in campo da avversari ed alleati ed il rischio che corre il MoVimento, non solo a livello locale, è di ritrovarsi a contare veramente e solamente uno…
