
Erano dentro una scatola, dieci panetti di tritolo dal peso di 150 grammi ciascuno, all’interno di un rudere, quello che una volta era un mulino, a Miglianico. A fare la scoperta è stato l’ex proprietario del mulino, un uomo di 90 anni, che nel frattempo aveva venduto l’immobile. Scattato l’allarme sul posto sono arrivati gli Artificieri dei Carabinieri, i Carabinieri Forestale, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri della stazione di Miglianico
e del Nucleo radiomobile di Ortona. Del ritrovamento sono stati informati il sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giuseppe Falasca e la Prefettura che hanno autorizzato la distruzione dell’esplosivo. Il tritolo, residuato bellico, è stato rimosso e fatto brillare su un terreno fra Miglianico e Giuliano Teatino. Il sindaco di Miglianico, Fabio Adezio, sulla sua pagina Facebook ha voluto ringraziare quanti hanno portato a termine il delicato intervento: “Un grande grazie agli artificieri dei Carabinieri e naturalmente a tutti coloro che hanno coordinato e collaborato, locale stazione dei Carabinieri, nucleo radiomobile dei Carabinieri di Ortona, Carabinieri Forestali, Vigili del Fuoco, 118, Questura, Prefettura e naturalmente Comune di Miglianico) alla rimozione di tritolo rinvenuto in località Madonna delle Piane all’interno di un rudere – ha scritto Adezio. L’esplosivo è stato fatto brillare dagli artificieri. L’area circostante è stata evacuata. Al momento tutti i residenti sono rientrati nelle loro abitazioni”.
