Si fa aspra la polemica, tutta di sinistra, tra il coordinatore cittadino di “Articolo Uno” Giustino Zulli e l’Assessore Enrico Raimondi. Ad accendere “la miccia” è stata la dichiarazione del componente della Giunta Ferrara che ha messo in discussione il ruolo politico di Giustino Zulli all’interno della sinistra teatina. Un’affermazione che non è andata giù all’esponente di “Articolo Uno” che risponde piccato: “Parafrasando il titolo di una vecchia canzone di Giorgio Gaber, pongo la domanda sulla base di una nota – che considero delirante – scritta da Enrico Raimondi con la quale “precisa” che io non sarei “un esponente della sinistra cittadina” (della quale lui ritiene di essere l’unico ad avere il diritto di far parte) “stando amministrando un Comune con 78 milioni” (ne sono molti di più ma il distratto esponente della presunta unica vera sinistra cittadina non se ne è ancora accorto ) “di disavanzo”.
Su questa penosa, apodittica affermazione, che dire? Per chi sta a sinistra, almeno a Chieti, parlano le storie personali ed ognuna ha la sua, verificabile, in alcuni decenni di attività politica e sindacale di cui si sono occupati, nel tempo, tutti i mezzi di comunicazione di massa e che fanno anche parte di tesi di laurea di giovani laureandi che hanno voluto raccontare la storia del movimento operaio a Chieti e in Abruzzo.
Enrico Raimondi sale in cattedra, mette i voti e decide lui, insindacabilmente, chi merita di far parte della sinistra e chi no e a me piacerebbe sapere cosa ne pensano gli altri iscritti al suo partito a livello locale e regionale.
Certo, – continua Zulli -di una sinistra che ha accettato supinamente l’assunzione del cognato del Sindaco nel suo staff (immagino cosa sarebbe successo se a fare la stessa cosa fosse stato un Sindaco di destra), che pensa di avviare processi di esternalizzazione di alcuni asili nido nel momento in cui il Segretario nazionale di Sinistra italiana Nicola Fratoianni giustamente, ne esalta la gestione diretta da parte dei Comuni, che nomina Presidente del Teatro Marrucino un noto esponente storico dell’ultra destra cittadina, che con i suoi rappresentanti in Consiglio comunale negli ultimi 15 anni non si è accorta, vigilando scarsamente, della disastrosa gestione delle destre negli ultimi 10 anni che ha portato la nostra città alla fallimentare situazione in cui si trova, chi rappresenta piaccia o meno ad Enrico Raimondi “Articolo uno” non si sente parte e continuerà nella incessante denuncia delle scelte amministrative che non saranno condivise, pronta a sostenere quelle che vanno nella giusta direzione.
Ma c’è una riflessione più generale da fare che sottopongo all’attenzione di chi legge e soprattutto degli iscritti a Sinistra italiana: il già ricordato Segretario nazionale Fratoianni, eletto parlamentare di “Liberi e Uguali!” ha ritenuto, del tutto legittimamente non condividendo la formazione del Governo Draghi e le sue dichiarazioni programmatiche, di collocarsi all’opposizione pur avendo deciso democraticamente, le altre componenti di LeU, di sostenere il Governo votandone la fiducia, pur non mancando di sottolineare alcune cose non condivise, come lealmente ha fatto diverse volte Pierluigi Bersani.
Nessuno si è permesso di procedere all’espulsione di Fratoianni dalla sinistra italiana.
Nella nostra città, – conclude il coordinatore di Articolo Uno -chi non condivide alcune scelte dell’Amministrazione comunale che considera sbagliate, che nulla hanno a che fare moralmente, eticamente, economicamente con la storia della sinistra, viene addirittura considerato un corpo estraneo. Dov’è la coerenza in questo editto raimondiano?
Per dirla con Totò: “Assessore Raimondi, ma mi faccia il piacere!” E sia, sempre, più sobrio e misurato”.
