Domani big match allo stadio “Guido Angelini” (ore 15, porte chiuse) tra Chieti e L’Aquila le due principali candidate (con l’Avezzano, va sempre ricordato) alla promozione in serie D. Alessandro Lucarelli però non vuole sentir parlare di gara decisiva. “Per il semplice fatto – dice l’allenatore neroverde – che siamo appena alla terza giornata, dopo ne resteranno nove, per noi, e tante cose potranno ancora accadere. Però è altrettanto chiaro che il risultato della gara avrà non poco peso sugli sviluppi di questo mini torneo e ci sarà anche un po’ di chiarezza in più sulla trama del film. Noi siamo pronti e decisi a vincerla anche se avremo di fronte un avversario che merita assoluto rispetto”. Perché va sottolineato che L’Aquila è ancora imbattuta: cinque vittorie e due pareggi nelle sette giornate d’inizio annata e ha ottenuto un’altra vittoria alla ripresa, quella dell’11 aprile (domenica scorsa i rossoblù hanno osservato il turno di riposo). “Squadra di grandi valori che tra l’altro, e questo è un dato estremamente significativo, non ha subito finora nemmeno un gol, L’allenatore è alla guida della squadra da tre anni, affiatamento e meccanismi sono al massimo, perciò questo loro ciclo positivo non deve stupire”. Si sono anche lamentati per aver subito un’ingiustizia: secondo loro, il lavoro dei primi due mesi, settembre e ottobre, è stato buttato a mare. “Capisco ma dico solo, senza polemica, che quando il campionato è stato fermato mancavano trentuno giornate alla fine e nessuno poteva prevedere cosa sarebbe accaduto. Adesso siamo ripartiti tutti alla pari e vedremo quale sarà la squadra migliore, quella che taglierà per prima il traguardo”. Oggi due ore di lavoro allo stadio Angelini sotto lo sguardo attento del patron Giulio Trevisan e del presidente Antonio Mergiotti. Debutterà in panchina, come annunciato, il nuovo medico sociale, dottor Lello Di Vito che ricorda: “Avevo 8 anni quando vidi la mia prima partita. Alla Civitella, un Chieti-Pescara che il 7 maggio 1961, è una data che non dimentico, finì 5-1per i neroverdi. Domani dopo sessanta anni, andrò in panchina. Bella coincidenza”.


