
La preoccupazione per il momento storico e sociale vissuto che sta mettendo a dura prova le imprese sempre più a rischio usura ma, al tempo stesso, la voglia di ripartire con nuovo slancio da lunedì, seppur nella massima sicurezza possibile. Una nutrita delegazione di Confcommercio Chieti capeggiata dalla presidente Marisa Tiberio e composta da Roberto Di Cicco, titolare dell’omonimo negozio di abbigliamento, da
Gabriella D’Orazio del Gran Caffè Vittoria, da Maria Chiara Boccassini del Nuovo Albergo, da Guido D’Alessandro, albergatore a Passo Lanciano, da Angelo Multari del ristorante Galleria Scalo e da Matteo Santarelli, della Taverna Teate, è stata ricevuta questa mattina in Prefettura dal prefetto Armando Forgione e dal questore Annino Gargano. Tanti gli argomenti trattati nel corso della mattinata a partire dalla relazione diffusa a margine dell’ottava edizione della giornata nazionale “Legalità mi piace” che ha visto la partecipazione a Roma del presidente Tiberio. “Con il Covid 19- afferma Tiberio- è cresciuto il fenomeno dell’usura”. Un concetto emerso chiaramente dai dati di settore raccolti in questi mesi dall’Ufficio Studi di Confcommercio presieduto da Mariano Bella secondo cui, senza adeguati sostegni e senza un piano di riaperture e di rilancio del commercio, sono a rischio chiusura 300 mila imprese non alimentari e dei servizi di cui 240 mila solo a causa della pandemia. Nello scorso anno, dopotutto, i numeri parlano chiaro con le imprese del commercio, della ristorazione e degli alberghi che hanno perso circa il 50,7% del volume d’affari. Il 35% delle aziende non ha più liquidità ed ha difficoltà ad accedere al credito mentre il 14% delle imprese deve combattere con le lungaggini di una burocrazia sempre più farraginosa. Nonostante la terza edizione dello studio abbia riportato in Italia un quadro allarmante, l’Abruzzo non rientra tra le Regioni dove si ritiene diffusa l’usura, contrariamente alla Campania, alla Puglia ed alla Sicilia. Il fenomeno criminoso dell’usura, però, è in forte crescita ed ha visto nel 2020 più che raddoppiato il numero degli imprenditori che sono rimasti incastrati nell’ingranaggio, 27% nel 2020 contro il 12,7% del 2019, con circa 40.000 imprese del commercio, della ristorazione e dell’alloggio a rischio di usura. Un reato, ha precisato Confcommercio, che fatica ancora ad essere denunciato. “Anche in Abruzzo- spiega Tiberio- c’è una sottostima e una sottodenuncia del fenomeno. Per questi motivi chiediamo la massima attenzione ai tutori dell’ordine per prevenire ogni tipo di forma di illegalità e di abusivismo che potrebbe essere alimentata dalle grandi difficoltà incontrate dalle imprese durante la pandemia del Covid. Non a caso sono in forte aumento le frodi e le truffe informatiche specie a danno degli anziani.” Confcommercio, infine, ha chiesto il rispetto delle regole in vista delle riaperture di lunedì, quando l’Abruzzo entrerà in zona gialla. “Ringraziamo il prefetto ed il questore per la squisita accoglienza ricevuta e per la condivisione dei nostri timori che, poi, sono quelli di un’intera categoria. Auspichiamo, sin da lunedì, il rispetto da parte di tutti delle regole anti-covid per poter tornare a lavorare senza dover correre il rischio- dice Tiberio- di piombare di nuovo nell’emergenza sanitaria. Confcommercio lavorerà strenuamente per la legalità e per la salute di associati e non, mettendo a disposizione la nostra sede come punto vaccinale”.
