Malgrado il taglio del nastro, risalente al lontano 30 ottobre del 2019 e gli impegni allora assunti dal rettore Caputi di riportare la d’Annunzio sul colle dove era nato, con uffici di segreteria e l’ateneo in linea Leonardo Da Vinci, il palazzo dei Veneziani, acquistato a oltre un milione e mezzo di euro per questo scopo, ha ancora porte e finestre sbarrate. Da quanto si è appreso l’ateneo in linea si trova alle prese con le verifiche ministeriali e deve risolvere anche alcuni problemi che sarebbero insorti dopo il passaggio tra la vecchia gestione, finita sotto inchiesta, e la nuova. Nella migliore delle ipotesi i tempi slitteranno ancora per lo spostamento dalla attuale sede di Torrevecchia Teatina al centro della città teatina. Per quel che riguarda altri uffici non ci sono notizie che possono far credere che le promesse fatte nel giorno dell’apertura, con tanto di cerimonia alla presenza di tutte le autorità, siano mantenute. Non sarebbe certamente male, a questo punto, se sindaco e assessore competente chiedessero alla d’Annunzio di chiarire come stanno le cose, anche per rispondere al documento fatto dalle minoranze che è stato approvato con voto unanime dall’assemblea. Non vorremmo che la storia dello storico palazzo si risolvesse con un buon affare per chi lo ha venduto e con una intollerabile presa in giro per la città teatina.
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