Un padre, di 40 anni, in prognosi riservata, moglie e tre figli minori pure ricoverati ma non sembrano gravi: tutti intossicati dalle esalazioni di una caldaia. Un’intera famiglia di Tollo, marito è ricoverata al pronto soccorso dell’ospedale di Chieti a causa di una intossicazione da monossido di carbonio che si è sviluppato da una caldaia. Nei confronti dell’uomo è stato deciso il trasferimento a Jesi per il trattamento in camera iperbarica. Secondo quanto è stato ricostruito, sul posto sono intervenuti i Carabinieri e i Vigili del Fuoco, le cause sembrano riconducibili alla canna fumaria intasata dal nido di un piccione. Nel pomeriggio i cinque sono state trasferiti all’ospedale di Ravenna per il trattamento nella camera iperbarica e successivamente saranno portati all’ospedale “Bufalini” di Cesena: sono tutti in prognosi riservata, eccetto la mamma, 34 anni, che ha avuto un prognosi di 5 giorni. In prognosi riservata sono il padre, ed i tre figli, due maschi e una femmina, rispettivamente di 13, 11 e un anno. Circa le cause della intossicazione, sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei Vigili del Fuoco. In un primo momento si è ipotizzato il funzionamento difettoso della canna fumaria della caldaia ma sono in corso ulteriori accertamenti dal momento che la caldaia è esterna.
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