
Come c’era da attendersi, è arrivata a stretto giro la risposta di Giampiero Riccardo, consigliere comunale di Chieti Viva, alla nota dell’Aca, l’azienda acquedottista, che si è sentita usata come strumento di “captatio benevolentiae” verso i cittadini e “costretta a replicare ad attacchi arbitrari e inutili” a proposito della mozione presentata qualche giorni fa da tre consiglieri comunali ovvero lo stesso Riccardo, Bruno Di Iorio (lista Di Iorio) e Maurizio Stefano Costa (Forza Chieti). Una risposta che il consigliere Riccardo ha affidato alla sua pagina Facebook: “È ora di finirla mi scrive Aca Spa. Una società partecipata (anche dal Comune di Chieti) che minaccia dei consiglieri nell’esercizio delle proprie funzioni è una pericolosa malformazione democratica – scrive Riccardo. Spero che l’intero consiglio comunale non si lasci influenzare dalle mistificazioni di Aca e voti secondo coscienza la nostra mozione. Di sicuro io e tutta Chieti Viva, come Bruno Di Iorio e Maurizio Stefano Costa , non ci facciamo intimidire dal “Partito dell’Acqua”. Sono stato eletto per fare gli interessi della mia città e dei miei concittadini. Non certo quelli di Aca”. Riccardo sulla vicenda ha poi diffuso una nota: “Una società partecipata anche dal Comune di Chieti, che interferisce nei lavori consiliari ed addirittura attacca dei consiglieri nell’esercizio delle proprie funzioni è una pericolosa malformazione democratica – scrive. Conoscendo l’integrità ed il valore politico dell’intero consiglio comunale teatino sono certo che tutta l’assise voterà secondo coscienza la nostra mozione, senza lasciarsi influenzare dalle mistificazioni di Aca. È infatti assolutamente falso che io, insieme ai miei colleghi Bruno Di Iorio e Maurizio Costa, siamo stati assenti nei tavoli di confronto. La verità è che non siamo mai stati coinvolti. Se fossimo stati presenti avremmo potuto chiedere contezza ai vertici di Aca in merito alle richieste di pagamento per periodi già fatturati e pagati negli anni addietro, dei periodi di fatturazione contrattualizzati e non rispettati, nonché delle letture sempre “stimate” e delle interruzioni di servizio per interi mesi e spesso senza preavviso. Qui non si tratta solo di bollette ‘pazze’ ma di un’intera gestione sconsiderata del servizio idrico. Sono stato eletto per fare gli interessi della mia città e dei miei concittadini, non certo quelli di Aca! Che la dirigenza di Aca ne prenda definitivamente atto”.
