Lo sconcertante caso della fuga finita bene del gatto Grisu

Comincio con il rassicurare tutti gli amanti degli animali, categoria alla quale sono iscritto dai tempi dell’infanzia quando mi prendevo cura persino dei ramarri: Grisù, il gatto che un capotreno ha cacciato dal treno Lecce Milano quando lo ha trovato a girovagare per i vagoni, dopo essersi allontanato dai proprietari che dormivano, è stato rintracciato sano e salvo alla stazione di Pescara. Se ne stava quieto a dormire, in attesa di soccorso che puntualmente è arrivato. Va quindi rassicurata la deputata Daniela Torto che nella interrogazione presentata sul “caso” in Parlamento si era augurata che “presto Grisu ritorni alla sua famiglia”. E’ già accaduto, e ne siamo tutti lieti. Resta però, mi sia permesso, la mia curiosità nel seguire il cammino di questa interrogazione che punta a mettere in evidenza ” ciò che doveva essere fatto e non è stato fatto” evidentemente dal capotreno. Se ho ben capito il povero Grisu non doveva essere trattato come un clandestino senza biglietto e non doveva essere sbattuto fuori del treno. L’onorevole Torto, che vuole ottenere piena luce su questo “grave” fatto, ha scritto che “serve una rivoluzione culturale anche nel mondo animale (?). Un mondo  troppo spesso aggredito e mai ritenuto alla pari del mondo dell’essere umano”. Quale ministro sarà chiamato a rispondere? Quello dei trasporti, o quello degli interni, oppure quello della sanità? In attesa della auspicata rivoluzione mi aspetto davvero dal nostro Parlamento una luce che riesca a dare la giusta dimensione a questa sconcertante storia. Intanto l’onorevole grillina ha guadagnato spazio nei media nazionali, compreso il Corriere della Sera, anche se di ritorno, almeno sui social, ha incassato qualche pesante incomprensione. La notizia comunque confortante è che Grisu è tornato tra le braccia dei suoi proprietari che per il futuro si guarderanno bene dal consentirgli evasioni…

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