E’ una situazione insostenibile difficile da comprendere ma soprattutto da accettare.
Rischiare di morire per non aver ricevuto un vaccino il cui costo a dose non supera 2,50 euro è proprio intollerabile.
Se chiedo ad un “ Esperto “ il perché di questa situazione mi risponde che non ci sono i vaccini oppure che non ci sono gli Operatori disposti a vaccinare.
E’ dal mese di ottobre dello scorso anno che i vaccini sono pronti ma che fine hanno fatto?
In una trasmissione alla radio ho sentito che per il settore della sanità sono stati consegnati 800.000 vaccini in più rispetto a quelli necessari. Vogliamo sapere che fine hanno fatto, chi li ha utilizzati oppure se sono ancora dentro i frigoriferi.
Ogni giorno rischiamo la vita per lavorare e cercare di mantenere con dignità le nostre attività. Noi siamo a rischio così come tanti impiegati ed operai che ogni mattina si recano al lavoro.
Noi non siamo tra quelli che dicono il Covid non esiste anzi ne abbiamo prove e riprove ogni giorno e stiamo adattando il nostro modo di vivere rispettando le regole ed utilizzando i nuovi sistemi di comunicazione ma la cosa che non può essere tollerata è quella di subire un rischio non avendo un piano vaccinale a livello nazionale e regionale. Tutti sanno che l’unico rimedio, oltre la cautela, è il vaccino. Ormai abbiamo tutti i dati possibili e non possiamo commettere errori nel capire quali sono le fasce a rischio e chi trasmette il virus.
Sapere come intervenire diventa una logica conclusione non una scelta scellerata e priva di fondamento scientifico.
Chiedo ai colleghi tecnici, ai Medici di famiglia che soffrono di questa situazione, agli Operai, Impiegati e tutti coloro che non hanno un riferimento certo di lobby di aderire alla presente nota sottoscrivendola a difesa dei legittimi interessi previsti e condivisi dalla nostra Costituzione.
Non abbiamo i dati che possono delineare una strada da percorrere, vi è l’urgenza di intervenire se vogliamo evitare una inutile strage.
Molti dicono è colpa dei “ Poteri forti “ ma finire in ospedale e rischiare di morire in quello che dovrebbe essere il luogo più sicuro denota una incapacità tecnica e politica impressionante, oggi più che mai intollerabile.
Ing. Domenico Merlino
