
Le 19 interrogazioni presentate dal capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Chieti, Mario Colantonio, relative ad opere pubbliche iniziate ma ad oggi incompiute o in itinere, sono ”un paradosso che toglie tempo agli uffici, al Consiglio e alla città”. Lo hanno detto questa mattina nel corso di una conferenza stampa i consiglieri di maggioranza Filippo Di Giovanni, Andrea Rondinini, Silvia Di Pasquale, Vincenzo Ginefra, Alberta Giannini, Luca Amicone, Alberto Chiavaroli, Serena Pompilio capigruppo di Pd, Chieti per Chieti, Chi ama Chieti, Chieti c’è, La sinistra con Diego, Movimento 5 stelle, Lista Ferrara sindaco e Azione politica, presenti il sindaco Diego Ferrara e dell’assessore ai lavori pubblici Stefano Rispoli. “Capire qual era lo stato dei conti del Comune è stata la nostra prima premura – ha esordito Ferrara. La seconda, invece, è stata vagliare la situazione delle opere ereditate dalla precedente Amministrazione, ferme da anni perché nessuno degli ex amministratori si è mai occupato di sentire gli uffici sul work in progress, il cui stallo ha anche fermato la riqualificazione della città. Nessuno ha controllato, ne ho avuto contezza anche quando il Prefetto e altre istituzioni mi hanno chiesto di riallacciare molte procedure. Ora, grazie sempre al lavoro di gruppo che questa Amministrazione ha impostato e sta facendo dall’inizio e grazie anche al ritmo che l’assessore Stefano Rispoli sta dando al lavoro dei comparti, operiamo nei limiti che il nostro bilancio ci pone. Di certo le interrogazioni sui cantieri dormienti più che il lavoro renderanno evidente l’inerzia di chi ci ha preceduto; né potrà colpire noi, visto che governiamo da quattro mesi e in questo poco tempo abbiamo riattivato procedure dormienti da anni. Si sta solo facendo perdere inutilmente tempo agli uffici e al Consiglio comunale della città”. “Riceviamo ogni mese le interrogazioni del consigliere Mario Colantonio già assessore ai Lavori Pubblici e poi Urbanistica sulle sue opere incompiute, lavori di cui, in quanto da lui avviate dovrebbe ben conoscere anche la causa dello stallo – ha sottolineato Rispoli. Le sue richieste, invece, sono un ulteriore costo per la città, già gravata da opere giacenti da anni, perché distolgono gli uffici, che in questi giorni sono seriamente impegnati sul piano dei residui. Ci chiediamo se la sua sia una tattica magari per arrivare al dissesto, con l’illusione di fermare il cammino che abbiamo iniziato, ma se invece ha premura di sapere se intendiamo portare avanti le opere, la risposta è unica per tutte, certo che sì, perché riteniamo immorale sperperare risorse pubbliche e non dare alla città opere fruibili. Per il futuro ci stiamo organizzando in modo da essere pronti a utilizzare le risorse che arriveranno con il recovery plan e recovery fund e dare alla città interventi strutturali forti”.
“L’eredità della giunta Di Primio si può sintetizzare in tre punti: debiti, incompiute e confusione – ha detto Filippo Di Giovanni capogruppo Pd – Debiti e incompiute sono due stati di fatto inconfutabili. Oggi solo un finto cieco può dire di aver amministrato bene e che il Comune non ha debiti”. Ha parlato di ”richieste provocatorie e strumentali Silvia Di Pasquale di Chi ama Chieti . È veramente da irresponsabili – ha detto – far perdere tempo a un Consiglio comunale e farlo perdere a una città che ha diritto di risollevarsi, a maggior ragione anche dopo la pandemia”.
“Stiamo assistendo a un atteggiamento volto a destrutturare l’attività positiva portata avanti in pochi mesi dall’Amministrazione e in primis dall’assessore Rispoli – ha commentato Serena Pompilio di Azione Politica. Le interrogazioni sono molteplici, nonostante si potesse risparmiare tempo con un unico quesito; impegnano tutto il Consiglio comunale e distolgono gli uffici da un lavoro più importante per la città”.
“È schizofrenia interrogare un’Amministrazione in campo da cinque mesi su opere progettate quando si è stati classe dirigente – dice Alberta Giannini, capogruppo de La sinistra con Diego – Di certo non è un problema di merito, altrimenti sarebbe stata attivata la Commissione controllo e garanzia”. “Forse Colantonio avrebbe voluto fare queste interrogazioni a De Felice – si chiede il capogruppo di Chieti C’è Vincenzo Ginefra – È paradossale l’attacco alla propria visione della mobilità cittadina. La precedente Amministrazione ha fatto partire due progetti senza occuparsi dei parcheggi”.
