Un’intera notte per entrare nello stabilimento, recuperare una quantità ingente di cavi e allontanarsi con un bottino che, secondo una prima stima, potrebbe raggiungere le nove tonnellate di rame. È il bilancio del furto messo a segno tra domenica 27 e lunedì 28 settembre in un’azienda di Mozzagrogna, nella Val di Sangro, specializzata nella produzione di torri eoliche.
Il colpo sarebbe stato organizzato nei dettagli. I responsabili, secondo gli elementi raccolti nelle prime ore dell’indagine, sarebbero riusciti a raggiungere il piazzale interno dello stabilimento nell’intervallo compreso tra le 22 e le 2. Una volta all’interno, il gruppo avrebbe individuato i cavi destinati all’alimentazione degli impianti e iniziato a estrarli dai pozzetti. Un’operazione tutt’altro che improvvisata: il materiale sarebbe stato trascinato attraverso l’area aziendale e successivamente tagliato in più parti, così da renderne più agevole la movimentazione e il trasporto. A entrare in azione potrebbero essere state almeno tre o quattro persone. La modalità del furto lascia ipotizzare l’impiego di mezzi e attrezzature adeguati per movimentare una quantità così consistente di materiale.
Il rame, il cosiddetto “oro rosso”, rappresenta un bottino particolarmente appetibile per i ladri anche in considerazione del suo elevato valore e della possibilità di rivenderlo attraverso il circuito illegale del riciclo. Il valore complessivo del materiale sottratto non è stato ancora quantificato.
A far scattare le indagini è stata la denuncia presentata ai carabinieri della stazione di Fossacesia, ora impegnati a ricostruire la dinamica del raid e a individuare i responsabili. Gli investigatori dovranno innanzitutto ricostruire i movimenti del gruppo durante le ore del furto e verificare ogni elemento utile a individuare la via di fuga utilizzata dopo il colpo.
