Musica sacra e Barocco: a Chieti Scalo il debutto de La Chiave di Volta

Sarà una serata all’insegna della musica sacra, tra suggestioni medievali e grandi pagine del Barocco, quella in programma domenica 13 settembre alle 19 nella Chiesa del Santissimo Crocifisso di Chieti Scalo. L’appuntamento chiuderà la prima parte della quarta edizione del Festival Organistico Internazionale Valle dell’Aventino, che proseguirà in autunno con una seconda serie di concerti.

A caratterizzare la serata sarà soprattutto il debutto di La Chiave di Volta, nuovo gruppo vocale e strumentale diretto da Simone Di Muzio. Sul palco ci sarà anche Walter D’Arcangelo, organista e direttore artistico del Festival, insieme a un ensemble di nove cantanti: i soprani Sabina Davide e Sara Orlando, i contralti Letizia Triozzi e Maria D’Aristotile, i tenori Maurizio Garofalo e Marco Faieta e i bassi Alessio Pellegrini, Paolo Boccomini e Fausto Di Domenicantonio.

Il concerto prenderà il via con Laudemus Virginem, brano trecentesco eseguito a cappella e tratto dal Llibre Vermell de Montserrat, una delle testimonianze più significative della musica sacra medievale.

Al centro della serata saranno quindi due diverse interpretazioni dello Stabat Mater, entrambe legate alla sensibilità musicale del Barocco. Da una parte Giovanbattista Pergolesi, originario di Jesi e attivo a Napoli, autore di quella che è probabilmente la versione più conosciuta dello Stabat Mater; dall’altra František Ignác Antonín Tůma, compositore nato nell’attuale Repubblica Ceca e attivo tra Praga e Vienna.

Due autori lontani per formazione, area geografica e linguaggio musicale, ma accomunati dalla volontà di dare voce al dolore della Vergine davanti alla passione e alla morte di Cristo, attraverso il celebre testo attribuito a Jacopone da Todi.

A intervallare le due composizioni saranno alcuni brani per organo interpretati da Walter D’Arcangelo: il Preambulum in re minore di Heinrich Scheidemann, il corale BWV 721 di Johann Sebastian Bach e una Toccata in Sol di Dietrich Buxtehude.

Un percorso musicale che dal Trecento arriva al pieno Barocco e che accompagnerà il pubblico nella conclusione della prima parte del Festival, prima della ripresa autunnale della manifestazione.

L’ingresso all’appuntamento di domenica è aperto al pubblico.

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