Franco Zappacosta
Contiene un durissimo attacco al Tribunale Federale Nazionale l’atto con il quale la Procura Federale ha impugnato la sentenza della Sezione Disciplinare del Tfn emessa il 30 aprile scorso che non ha inflitto punti di penalizzazione al Chieti. Il ricorso e la conseguente decisione della Corte Federale di Appello sono giunti via pec alla società neroverde (e all’avvocatessa Maria Nicoletta Carè che l’ha difesa in giudizio) in un fine settimana da “uffici chiusi”, segno della volontà di accelerare i tempi nel tentativo di districare la matassa il più rapidamente possibile. E infatti la Corte (1a Sezione presieduta da Mario Luigi Torsello) ha fissato per giovedì 14 alle ore 11 il nuovo dibattimento. Ma se poi ci sarà un ulteriore ricorso presso il Collegio di Garanzia del Coni (la Cassazione dello Sport) staremo freschi…
Una precisazione. Finora nel computo degli 11 punti di penalizzazione richiesti si era affermato: 3 punti per 3 tesserati, uguale 9. Più 2 punti per recidiva.
Sembra invece che si arrivi a 11 calcolando 3 mensilità (ott/nov/dic) per Jacopo Surricchio più 4 a testa (sett/ott/nov/dic) per gli allenatori Francesco Del Zotti e Paolo D’Ercole. Quindi: 3+4+4=11. Nessuna recidiva.
Si diceva di come la Procura abbia inteso demolire la sentenza del Tfn. Nell’atto firmato dal Procuratore Capo Giuseppe Chinè e dall’aggiunto Paolo Nesta si legge che “di fatto il Tribunale Federale ha violato il contenuto precettato del Comunicato Ufficiale del Dipartimento Interregionale della Lnd (il n.154 del 6/6/2025 che ha sancito le nuove regole per documentare i pagamenti ai tesserati fino al 31/12/2025 – nota mia) restringendone ingiustificatamente la portata e disattendendo la ratio della disposizione in questione”.
Più avanti il ricorso prosegue così: “Inquadrata la vicenda nella propria corretta cornice normativa emerge chiaramente l’errore nel quale è incorso il giudice di prime cure in sede di valutazione della sanzione della penalizzazione tra natura sostanziale e formale” dell’irregolarità contestata, cosa che mina – a giudizio della Procura – “la parità di condizioni nelle competizioni sportive”.
In conclusione “la sanzione della penalizzazione di punti in classifica risponde all’evidenza di garantire la regolarità del campionato”. Il Capo Chinè e l’aggiunto Nesta ribadiscono alla Corte d’Appello la richiesta degli 11 punti di penalizzazione a carico del Chieti da scontare nella stagione in corso.
Circa l’asserito principio di dover salvaguardare la regolarità della competizione dissentiamo sul fatto che la sua tutela investa i rapporti economici tra la società e i propri tesserati, essa è invece custodita dalla sacralità dei risultati sul campo. Quelli che la squadra neroverde si è legittimamente conquistati.
Esistono gli argomenti per una difesa efficace con la quale controbattere le tesi della Procura? Sicuramente l’avvocatessa Carè li troverà.
Ci sarà battaglia giovedì davanti alla Prima Sezione del la Corte Federale d’Appello. La Giustizia (G maiuscola) la invoca il Chieti contro i poteri forti.
