Una pista ciclabile “non a norma”, “difforme dal progetto esecutivo” e potenzialmente “pericolosa per pedoni e ciclisti”. È l’accusa lanciata da Mario Colantonio, candidato sindaco sostenuto da Lega, Azione Politica e Udc, insieme a Marco Di Paolo, candidato consigliere dell’Udc, che torna a puntare il dito contro la nuova infrastruttura realizzata a Chieti Scalo.
Secondo quanto dichiarato dai due esponenti politici, dall’analisi del progetto esecutivo emergerebbe una sostanziale differenza tra quanto previsto sulla carta e quanto effettivamente realizzato sul territorio. “Il progetto rispetta i requisiti di legge — spiegano — ma l’opera costruita presenta gravi incongruenze e criticità evidenti”.
Tra i problemi segnalati figurano la presenza di pali all’interno della carreggiata ciclabile, il mancato rispetto delle distanze minime di sicurezza e una larghezza della pista ritenuta insufficiente. “In alcuni tratti misura appena 1,75 metri — denunciano — mentre una pista bidirezionale dovrebbe avere una larghezza minima di 2,50 metri, riducibile a 2 metri solo in casi eccezionali e per brevi tratti”.
Per Colantonio, “nei fatti è una pista non ciclabile”, frutto di “una progettazione elaborata senza adeguate verifiche sul posto”. Le irregolarità, sostiene, sarebbero riscontrabili lungo l’intero tracciato.
Marco Di Paolo afferma di aver iniziato a segnalare le criticità già dal febbraio scorso. “Il 4 febbraio ho scritto al sindaco, alla Polizia locale, all’Ufficio Traffico, alla Polizia stradale e all’Ufficio lavori pubblici evidenziando la non conformità dell’opera rispetto alla normativa nazionale — spiega — ma dopo trenta giorni non ho ricevuto alcuna risposta”.
Il candidato Udc riferisce inoltre di aver interessato successivamente anche i carabinieri e l’Ispettorato del lavoro, evidenziando presunte anomalie nella cartellonistica del cantiere. L’opera, ricordano i due esponenti politici, è finanziata con fondi del Pnrr per un importo complessivo di 2 milioni e 640 mila euro.
Al centro delle contestazioni ci sono anche le distanze di sicurezza da alberi e pali. “La normativa prevede almeno 50 centimetri dal margine della pista — sottolinea Marco Di Paolo — ma in alcuni casi i pali risultano collocati addirittura al centro della corsia ciclabile”.
Colantonio critica inoltre il metodo seguito dall’amministrazione comunale, accusata di non aver condiviso il progetto con residenti e quartieri interessati. “Si è accumulato ritardo — afferma — e questo avrebbe portato a una progettazione frettolosa e a una realizzazione sbagliata”.
L’esponente del centrodestra solleva anche dubbi sul collaudo finale dell’opera e sulle eventuali responsabilità tecniche. “Ci chiediamo se questa infrastruttura potrà ottenere il collaudo tecnico e chi si assumerà la responsabilità di certificarla”, dichiara, evocando anche il rischio di un possibile danno erariale nel caso in cui l’opera risultasse non collaudabile.
Nel mirino finiscono anche altri interventi cittadini finanziati o programmati, come Palazzo d’Achille, Palazzo De Pasquale, i parcheggi di via Ciampoli e piazza Carabba. “Opere per circa 22 milioni di euro con progetti approvati ma gare ancora non avviate”, sostiene Colantonio.
Infine, Marco Di Paolo evidenzia le ricadute sulla viabilità e sulla sosta nella zona interessata dai lavori: “Sono stati eliminati posti auto senza prevedere soluzioni alternative per residenti e lavoratori”.

