Maggio Organistico Teatino, al via la XXVII edizione: la grande musica d’organo torna protagonista a Chieti

Sta per prendere il via la XXVII edizione del Maggio Organistico Teatino, storica rassegna dedicata alla musica per organo e alla valorizzazione del patrimonio strumentale del territorio di Chieti. Un traguardo significativo, soprattutto alla luce delle difficoltà che il mondo della cultura attraversa in Italia, tra risorse sempre più limitate, carenza di sponsor e una programmazione spesso frammentata. In questo contesto, la continuità della manifestazione rappresenta un elemento di forza: garantisce qualità, solidità progettuale e contribuisce a consolidarne il prestigio nel panorama musicale. Anche per il 2026 il festival propone un calendario ricco e articolato, ospitato in luoghi simbolo della tradizione musicale teatina e dedicato in larga parte al repertorio di autori italiani.

Ad aprire la rassegna sarà, sabato 2 maggio alle ore 19 nella Chiesa di Sant’Antonio Abate, il maestro Walter D’Arcangelo (nella foto), ideatore e direttore artistico del festival, con il programma “Omnibus temporibus”, un viaggio nella musica italiana dal XVI al XIX secolo, eseguito sull’organo costruito da Pacifico Inzoli nel 1892.

Il giorno successivo, domenica 3 maggio, sempre alle 19, la Chiesa del Sacro Cuore ospiterà l’ensemble De bon parole con “Laudate sie mio Signore”, concerto dedicato all’anno francescano e al Santo di Assisi a 800 anni dalla morte, con musiche del frate minore Settimio Zimarino. L’esecuzione avverrà su un organo Tamburini elettrico a due tastiere.

Il terzo appuntamento è previsto per domenica 16 maggio alle ore 18 nella Chiesa di Santa Chiara, dove il maestro Giovannimaria Perrucci proporrà “La soave melodia – la dimensione intima nel repertorio organistico italiano”, valorizzando il prezioso organo settecentesco costruito da Adriano Fedri nel 1778.

Il festival proseguirà domenica 31 maggio alle ore 18 all’Auditorium Le Crocelle, con il concerto del maestro Alessandro Alonzi, dal titolo “L’estro italiano tra capricci, variazioni e melodie”, eseguito su un organo anonimo del XVIII secolo, probabilmente attribuibile allo stesso Fedri.

Gran finale domenica 14 giugno nella Cattedrale di San Giustino, dove il maestro Alessandro Buffone si esibirà sull’organo Inzoli del 1905 con il programma “L’Europa in un mantice: la diversità che ci unisce”.

Tutti i concerti, presentati da Federico Lippi Bruni, saranno a ingresso libero, confermando la vocazione inclusiva della rassegna. Un invito aperto alla cittadinanza e agli appassionati per riscoprire, attraverso la musica, uno dei patrimoni più affascinanti del territorio.

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