Sarà presentata mercoledì 22 aprile 2026, alle ore 10:00, presso l’Aula Rossa del Polo universitario di Viale Pindaro a Pescara, la nuova offerta formativa del corso di Laurea magistrale in Ingegneria Biomedica dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio”. Tra le principali novità dell’anno accademico 2026-2027 spicca l’introduzione del curriculum in Ingegneria Biomedica Aerospaziale, il primo e unico nel suo genere a livello nazionale ed europeo. All’evento di lancio interverranno il Generale Ispettore Capo Pietro Perelli, Capo del Corpo Sanitario dell’Aeronautica Militare, e il Tenente Colonnello Angelo Landolfi del Servizio Sanitario dell’Aeronautica Militare Italiana, che terrà il seminario dal titolo: “Ingegneria Biomedica e Sistemi di Life Support: dal volo suborbitale alle attività extra-veicolari”.
Il nuovo percorso formativo si propone di fornire competenze interdisciplinari fondamentali per affrontare le sfide bioingegneristiche legate alle missioni spaziali. Dalla permanenza prolungata in ambienti confinati agli effetti biomeccanici e immunologici, fino all’ottimizzazione dei sensori e dei bioequipaggiamenti, il settore aerospaziale rappresenta oggi un ambito strategico in forte espansione.
“L’Ingegneria Biomedica Aerospaziale – spiega il Professor Alessandro Fraleoni Morgera, Presidente del Corso di Studio in Ingegneria Biomedica della “d’Annunzio” – rappresenta una disciplina in rapida evoluzione, che avrà nei prossimi anni uno sviluppo vertiginoso, dato il crescente impegno del genere umano verso l’ambiente spaziale: basti pensare – sottolinea il Professor Fraleoni Morgera – all’equipaggio di Artemis appena rientrato dalla “gita” intorno alla Luna, o agli ambiziosi piani di Elon Musk per la costruzione di una base lunare permanente nei prossimi dieci anni. Con questo nuovo corso la “d’Annunzio” si inserisce in un settore formativo in cui esiste una fortissima competizione, e punta a fornire agli attori aerospaziali – dalle aziende come Leonardo o Thales agli enti come ASI o ESA – dei professionisti in grado di gestire strumentazioni e procedure biomediche letteralmente ovunque, sia sulla Terra che sui moduli delle missioni spaziali che da qui a pochi anni cominceranno a diventare sempre più frequenti. Per una volta tanto – conclude il Professor Alessandro Fraleoni Morgera – l’Università italiana si pone all’avanguardia del sistema formativo mondiale, invece che rincorrerlo”.
L’iniziativa si inserisce in un contesto di collaborazioni e progetti già attivi nel settore. “La “d’Annunzio” – precisa il Professor Arcangelo Merla, Ordinario di Ingegneria Biomedica nonché referente dell’Ateneo per il DAAB – partecipa al Distretto Aerospaziale Abruzzese, importante volano per il sistema aerospazio regionale ed internazionale e a diversi progetti nazionali ed internazionali sul tema. Questa proposta formativa nasce proprio dall’esperienza diretta maturata nel dominio”.
Un percorso che rappresenta anche l’evoluzione naturale delle attività già avviate dal Dipartimento di Ingegneria e Geologia. “L’introduzione di questo nuovo curriculum nell’offerta formativa del Dipartimento INGEO – spiega il Professor Sergio Montelpare, Direttore del Dipartimento INGEO della “d’Annunzio” – rappresenta il naturale completamento di un contributo scientifico e didattico che la nostra struttura ha iniziato alcuni anni fa con il percorso internazionale di “Planetary Sciences”. Le collaborazioni con le più prestigiose agenzie spaziali internazionali e con le maggiori aziende del settore hanno consentito di porre le basi solide per un ulteriore slancio verso un’offerta formativa innovativa che andrà a cogliere le future esigenze del mercato anticipando i tempi senza trascurare le attività di alta formazione in questi ambiti attraverso i corsi di dottorato a cui afferiscono i docenti INGEO.”
