Chiesa di San Bartolomeo a Brecciarola, Cascini: “Troppe domande senza risposta sul progetto da 1,6 milioni”

RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO integralmente il comunicato di Giancarlo Cascini, candidato a sindaco del Comune di Chieti con la lista Chieti in Comune:

“Dopo aver avanzato delle legittime domande sulla chiesa di San Bartolomeo a Brecciarola e rotto un pesante silenzio, qualcosa si è mosso. Ci sono state una risposta in Consiglio Comunale, da sinistra, ed un intervento sulla stampa, da destra, che hanno condiviso due aspetti: un attacco alla mia persona e il non aver capito l’iniziativa, segno che la politica partitica è un format vuoto che si nutre solo di polemica. Per cui voglio essere più chiaro.

 

Ora sappiamo che c’è un progetto per una spesa di un milione e 600mila euro ma molte domande sono rimaste inevase e altre sorgono spontanee. E, per evitare intermediazioni e mezze risposte da chi non ha titolo (e che, però, di offre generosamente come scudo umano), rivolgerò le domande direttamente ai proprietari dei siti in questione nonché committenti del progetto.

 

Le domande sono:

  • Il progetto riguarda la costruzione della nuova chiesa sul sito per il quale è stata chiesta la variante? Se sì, restano tutte le perplessità sulla logistica espresse in precedenza, a meno che non esistano idee di adeguamenti ed espansioni future. Esistono?

 

  • Se la richiesta di variante non è funzionale al progetto per una nuova chiesa, perché è stato avanzato?

 

  • Se la chiesa di San Bartolomeo non è in ipotesi di ricostruzione ed è inagibile in modo irrimediabile, chi pagherà le spese dell’abbattimento? Queste spese sono state considerate nel calcolo dei costi complessivi finalizzati a garantire alla popolazione un luogo di culto? 

 

  • Chi ha deciso che chiesa di San Bartolomeo è proprio da considerare un rudere?

 

  • In caso di abbattimento della chiesa di San Bartolomeo, ci sono idee o progetti per l’utilizzo del sito risultante?

 

Sono domande che si porrebbe qualunque Amministratore che avesse a cuore l’urbanistica e, di conseguenza, lo sviluppo della socialità di un quartiere. Ed è un quartiere, Brecciarola, che si è sviluppato, per forza di cose, lungo una direttrice stradale e che ha bisogno, più di altri, di guadagnare uno spessore e una ‘piazza’.

La piazza intesa come occasione d’incontro, spazio per manifestazioni, mezzo di costruzione di una comunità, che abbia una potenzialità di sviluppare un colloquio tra le diverse età. Una piazza come occasione per combattere la solitudine degli anziani e per favorire la crescita dei giovani.

 

Nessuna intromissione nel modo in cui le Autorità Ecclesiastiche intendono assistere i fedeli. Anzi, un pieno riconoscimento del loro ruolo nella trasmissione di valori cristiani in un’epoca di discredito di quei valori, le cui prime vittime sono le nuove generazioni.

 

I proprietari hanno tutto il diritto di impiegare come meglio credono i loro terreni ma se le autorizzazioni riguardano usi di pubblica utilità ritengo necessario un confronto con chi condivide le responsabilità di una popolazione. E, per quanto riguarda me e il gruppo che mi sostiene, lo spirito dell’intervento non è di contrapposizione ma è, al contrario, la dichiarazione di una volontà di assoluta collaborazione.

 

L’incontro con i cittadini di Brecciarola costituisce uno stimolo a continuare ad essere presenti.

A noi non è dovuta alcuna risposta. Agli abitanti di Brecciarola, sì.

 

P.S. Mi dicono che altre formazioni politiche hanno inserito nel loro programma la questione della chiesa. Siamo contenti di non essere più i soli, e avremo piacere di ritrovarci con i cittadini per trovare insieme una soluzione”.



 

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