Chieti, via Custoza dimenticata: degrado e rischi, i residenti accusano l’inerzia dell’amministrazione comunale

A lanciare l’allarme è il cittadino teatino Lucio Iannetti, che ha raccolto le segnalazioni di diversi residenti di via Custoza, zona in cui sorge anche lo stabilimento della Trafileria Meridionali. Secondo quanto riferito, da anni l’area sarebbe interessata da emissioni di polveri e sostanze ritenute nocive, con possibili ripercussioni sulla salute e sull’ambiente.

I residenti raccontano di una situazione che si protrarrebbe da tempo: polveri sottili, depositi visibili su auto, abitazioni, pavimentazioni esterne e vegetazione. Secondo le testimonianze raccolte, l’esposizione prolungata avrebbe contribuito a problemi di salute e, in alcuni casi, avrebbe persino spinto alcune famiglie a lasciare le proprie abitazioni.

La percezione diffusa tra gli abitanti è quella di essere stati lasciati soli. Le accuse chiamano in causa l’amministrazione comunale di Chieti, guidata dal sindaco Pietro Diego Ferrara, insieme agli assessori Chiara Zappalorto e Fabio Stella. Nonostante i controlli effettuati da ARPA Abruzzo sulla qualità dell’aria, i cittadini sostengono che non siano seguiti interventi risolutivi.

Oltre al tema ambientale, emergono criticità legate alla sicurezza e al decoro urbano. Tra le segnalazioni più gravi vi sarebbe la presenza di una porta arrugginita, chiusa con filo di ferro, che darebbe accesso a un’area sensibile collegata alla centrale ad alta tensione: una situazione definita “molto pericolosa”.

La viabilità rappresenta un ulteriore problema: segnaletica deteriorata e non più conforme, buche stradali e vegetazione incolta renderebbero la circolazione difficoltosa. A questo si aggiunge la presenza di mezzi pesanti che sostano davanti allo stabilimento, causando rallentamenti e blocchi del traffico. Tra le proposte avanzate dai residenti, anche una revisione del senso di marcia, con l’introduzione del doppio senso per migliorare la fluidità.

Il quadro delineato dai cittadini è particolarmente preoccupante. Il paragone evocato è quello con Taranto, città simbolo delle emergenze ambientali legate all’industria pesante.

“Rimango basito da queste situazioni – riferisce Iannetti – ma ancor di più dalla condizione di salute dei residenti, che si sentono abbandonati dalle istituzioni locali”.

La segnalazione si chiude con un appello alla redazione de Il Giornale di Chieti affinché venga data visibilità alla vicenda, nella speranza che le autorità competenti possano intervenire per verificare quanto denunciato e adottare eventuali misure a tutela della salute pubblica e della sicurezza.

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