Chieti nel Settecento: tra crisi, fede e vita quotidiana, il racconto storico di Aurelio Bigi alla Biblioteca Bonincontro

Proseguono gli Incontri Culturali MASCI del venerdì presso la Biblioteca Bonincontro, struttura gestita da Chieti Solidale per conto dell’Amministrazione comunale. L’iniziativa, curata dalla Comunità MASCI Chieti 1 (Adulti Scout) in collaborazione con il Dipartimento di Storia, Arte e Scienze Sociali dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, propone per venerdì 20 marzo un approfondimento dal titolo “Teate nel Settecento”. Relatore dell’incontro sarà Aurelio Bigi, che offrirà un’analisi dettagliata della Chieti del XVIII secolo, inserendola nel più ampio contesto della penisola italiana, segnata dalle tensioni tra le potenze straniere durante la guerra di successione spagnola. In particolare, il Regno di Napoli fu a lungo conteso tra austriaci e spagnoli, riflettendo una situazione di instabilità politica.

Il Settecento teatino fu inoltre caratterizzato da eventi drammatici: terremoti ricorrenti, carestie, epidemie di peste e vaiolo, oltre a frequenti frane. Nonostante i numerosi progetti legati alla viabilità e alla costruzione di ponti, gran parte di essi rimase sulla carta, contribuendo all’isolamento degli Abruzzi dai circuiti del Grand Tour. Forte fu la presenza della Chiesa nella vita cittadina: nella Cattedrale di San Giustino operavano numerosi canonici ed ebdomadari, mentre conventi, monasteri e quattro parrocchie scandivano la vita religiosa. Particolare anche il sistema di nomina dei parroci, affidato in alcuni casi all’arcivescovo, in altri al re o ai feudatari, a seconda dei territori.

Attraverso il catasto del 1732, Bigi ricostruisce un quadro demografico preciso: 1.838 nuclei familiari per un totale di 9.395 abitanti, distribuiti tra il centro urbano e l’area suburbana. La società era articolata tra nobili, religiosi, artigiani, commercianti, lavoratori agricoli e personale di servizio, offrendo uno spaccato vivido della vita economica e sociale dell’epoca. L’analisi si estende anche agli aspetti quotidiani: dalla composizione delle famiglie alle abitazioni, fino ai sistemi di assistenza sociale garantiti da confraternite, conservatori e ospedali. Spazio anche all’istruzione, ai trasporti e alla vivace attività culturale, con la presenza di teatri, scuole e un importante Seminario diocesano.

Nel Settecento a Chieti, detta la piccola Napoli, si potevano ammirare vetrine con articoli interessanti, incontrare attori e cantanti ospitati nei vari teatri, carrozze tirate a lucido con eleganti donne e nobili di spicco, e personaggi quali Saverio Selecchy (che compose il suo struggente Miserere), Ferdinando Galiani (incaricato di affari a Parigi e Ministro dei beni allodiali), Federico Valignani (fondatore della Colonia Tegea e Presidente della Camera della Sommaria), Antonio Nolli (ministro delle Finanze), Romualdo de Sterlich (accademico della Crusca), Donato Teodoro (Pittore), e tanti altri.Un’eredità ancora visibile oggi, testimoniata dalle numerose vie del centro storico intitolate ai protagonisti di quell’epoca.

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