8 marzo, l’appello del Codacons: “La salute delle donne al centro della sanità pubblica”

In occasione della Giornata internazionale della donna, il Codacons richiama l’attenzione delle istituzioni e del sistema sanitario sulla necessità di rafforzare le politiche dedicate alla tutela della salute femminile e di promuovere con maggiore decisione la medicina di genere.

Secondo l’associazione dei consumatori, l’8 marzo non dovrebbe essere soltanto una ricorrenza simbolica, ma anche un momento di riflessione sulle strategie sanitarie rivolte alle donne e sulla necessità di sviluppare un sistema più attento alle differenze biologiche e cliniche tra i sessi.

«La Giornata dell’8 marzo non deve limitarsi alla celebrazione, ma rappresentare un’occasione per riflettere sulla tutela concreta della salute delle donne», afferma il giurista e segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi. «La medicina di genere costituisce oggi una frontiera fondamentale della sanità moderna perché permette di migliorare prevenzione, diagnosi e terapie tenendo conto delle differenze tra uomini e donne».

Per molti anni, osserva Tanasi, la ricerca medica ha utilizzato prevalentemente il corpo maschile come modello di riferimento nello studio delle malattie. Solo negli ultimi decenni la comunità scientifica ha iniziato a riconoscere i limiti di questo approccio. Uomini e donne, infatti, possono sviluppare le stesse patologie in modo diverso, manifestare sintomi differenti e rispondere alle cure in maniera non sempre sovrapponibile.

Un esempio riguarda le malattie cardiovascolari, che rappresentano ancora oggi una delle principali cause di morte tra le donne. «Per lungo tempo si è pensato che l’infarto fosse soprattutto una patologia maschile – sottolinea Tanasi – ma nelle donne i sintomi possono presentarsi in modo diverso e talvolta meno evidente, con il rischio di ritardi nella diagnosi e nelle cure».

Differenze rilevanti emergono anche nel campo della farmacologia. La risposta ai farmaci può variare tra uomini e donne a causa di fattori biologici, metabolici e ormonali. Proprio per questo negli ultimi anni la ricerca clinica sta ampliando la partecipazione femminile nelle sperimentazioni, con l’obiettivo di rendere gli studi più rappresentativi dell’intera popolazione.

«La salute femminile non riguarda soltanto la sfera ginecologica o riproduttiva – conclude Tanasi – ma interessa l’intero spettro delle patologie, dalle malattie cardiovascolari ai disturbi metabolici fino alla salute mentale. È quindi necessario che il sistema sanitario sviluppi politiche sempre più attente ai bisogni specifici delle donne».

Per il Codacons, dunque, la promozione della medicina di genere e il rafforzamento delle politiche di prevenzione rappresentano passaggi fondamentali affinché il diritto alla salute sia garantito in modo più equo ed efficace.

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