Ieri, sul quotidiano Avvenire, l’Arcivescovo di Chieti-Vasto Mons. Bruno Forte ha richiamato con forza il significato profondo del Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato ad Abu Dhabi da Papa Francesco e dal grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Muhammad Al-Tayyib. In una bellissima ed intensa riflessione, e muovendo dalle drammatiche tensioni che attraversano oggi il Medio Oriente, Mons. Forte ha invitato ogni essere umano a interrogarsi sul significato spirituale, profetico e anche politico di quel testo: un documento nato dal dialogo tra Cristianesimo e Islam che afferma la fraternità universale come fondamento della pace. In un tempo segnato da conflitti, violenze e strumentalizzazioni religiose, la domanda posta dall’autore è radicale: la fraternità tra credenti può ancora rappresentare una speranza concreta per la storia?
Attraverso il richiamo ai principi centrali del documento – la solidarietà tra tutti gli esseri umani davanti all’unico Dio, la cultura del dialogo, la condanna di ogni violenza compiuta in nome della religione e la difesa della dignità della persona – Forte mette in luce come la fede autentica non possa che tradursi in responsabilità morale e impegno per la pace. Il testo diventa così non solo un commento a un momento storico segnato da nuove tensioni internazionali, ma anche un appello alla coscienza dei credenti e dei leader del mondo.
