Secondo Serena Pompilio, da anni al Comune di Chieti si interviene solo quando i problemi vengono portati all’attenzione pubblica. “Se non si denuncia, non agiscono”, afferma la consigliera, spiegando come da almeno cinque anni questa sia diventata l’unica strada per ottenere risposte. Un metodo che rischia di far apparire chi solleva i problemi come polemico, ma che – sostiene – è spesso necessario per far valere diritti elementari.
L’ultimo caso riguarda gli uffici comunali di viale Amendola, dove i dipendenti lavoravano al freddo da mesi a causa di una caldaia rotta. I sindacati avevano segnalato la situazione già a novembre, ma solo dopo l’interrogazione ufficiale presentata da Pompilio il 12 febbraio e resa pubblica, l’amministrazione del sindaco Diego Ferrara si è attivata: il 20 febbraio sono stati infatti stanziati circa 16 mila euro per la riparazione.
“Perché non intervenire prima? Perché bisogna sempre lottare per ottenere ciò che dovrebbe essere normale amministrazione?” si chiede la consigliera, sottolineando l’assurdità dei tempi: quando la caldaia sarà riparata, molto probabilmente il freddo sarà ormai passato.
Nonostante il ritardo, Pompilio esprime soddisfazione per aver contribuito allo sblocco della situazione e per aver dato ascolto ai dipendenti costretti per mesi a lavorare in condizioni disagevoli. “Siamo lieti di aver dato voce a chi era al freddo e al gelo”, afferma, ricordando il ruolo determinante delle denunce pubbliche.
