Serve maggiore attenzione anche a livello territoriale. A ribadirlo è Luciano Buonfiglio, presidente nazionale del Coni, che è tornato con fermezza su quanto accaduto in Abruzzo nei giorni scorsi, in particolare a Chieti, in occasione della festa provinciale dello sport organizzata dal Coni locale.
Durante l’evento sono stati infatti premiati quattro ultrà colpiti da Daspo, in rappresentanza della curva, un gesto che ha suscitato forti polemiche. Buonfiglio non ha nascosto la propria contrarietà, condannando duramente l’accaduto: «Condanno fortemente quello che è successo a Chieti. Mi auguro che il delegato provinciale Massimiliano Milozzi si renda conto della gravità della situazione e faccia un bel passo indietro».
Il presidente del Coni ha poi richiamato i valori fondanti dell’istituzione sportiva, sottolineando come simili comportamenti siano incompatibili con la missione dell’ente: «Noi ci battiamo per la legalità e un comportamento del genere non lo accetto e non lo apprezzo».
Parole nette, quelle di Buonfiglio, che segnano una presa di posizione chiara e aprono ora una riflessione interna sul rispetto delle regole e dei principi educativi che lo sport è chiamato a rappresentare, anche e soprattutto a livello locale.
