Importanti passi avanti nella cura dei tumori del retto emergono da uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Journal of Clinical Medicine, frutto della ricerca condotta dal Reparto di Radioterapia Oncologica dell’Ospedale Clinicizzato di Chieti. La struttura è diretta dal professor Domenico Genovesi, docente di Radioterapia presso il Dipartimento di Scienze Mediche, Orali e Biotecnologie dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara.
Lo studio è stato coordinato dal professor Andrea D’Aviero, dal dottor Marco Lucarelli, dalla dottoressa Monica Di Tommaso e dalla dottoressa Consuelo Rosa per il Centro di Radioterapia Oncologica di Chieti, in collaborazione con il gruppo dell’Istituto di Radiodiagnostica guidato dal professor Andrea Delli Pizzi, e modifica in modo significativo i risultati nel trattamento dei Tumori del Retto localmente avanzati, collocandosi nel grande fermento della letteratura scientifica internazionale volta ad analizzare le caratteristiche Biomolecolari, Genomiche e della moderna Diagnostica per Immagini per predire, già al momento della diagnosi, il differente comportamento di un medesimo Tumore, a parità di Stadio e di Terapia somministrata.
Condotta su un campione di 134 pazienti, la ricerca ha dimostrato come l’estrazione di informazioni millimetriche aggiuntive dalle risonanze magnetiche sia determinante per l’esito terapeutico. In particolar modo, i dati analizzati sul grado di estensione del tumore oltre la tonaca muscolare della parete rettale maggiore di 5 millimetri, la positività del suo margine circonferenziale inferiore ad 1 solo millimetro, la presenza di invasione extramurale e la persistenza di linfonodi patologicamente interessati dalla neoplasia nei compartimenti pelvici laterali post-trattamento, esprimono in anticipo un grado particolarmente aggressivo del tumore influenzando negativamente ed in modo statisticamente significativo non solo la guarigione loco-regionale del tumore primitivo ma anche la sopravvivenza libera da malattia tumorale e la sopravvivenza globale a 5 anni dal termine dei trattamenti.
La possibilità di ottenere dati così dettagliati rappresenta il risultato di oltre 25 anni di investimenti in ricerca da parte della Radioterapia Oncologica di Chieti, supportata da un’elevata casistica e da una stretta collaborazione con la moderna Diagnostica per Immagini. Lo studio evidenzia come differenze di pochi millimetri nell’interpretazione dell’estensione tumorale possano tradursi in grandi differenze nei risultati.
Pertanto, la conoscenza di questi dati permette di programmare terapie più o meno intensificate, rispettivamente nei casi di tumori più o meno aggressivi, come schemi di Chemioterapia seguita o preceduta da Radio-Chemioterapia (la cosiddetta Terapia Totale Neoadiuvante preoperatoria) nei profili tumorali iniziali più aggressivi o schemi di sola Radio-Chemioterapia concomitante preoperatoria nei tumori a minor profilo di aggressività. I risultati di questa ricerca scientifica determinano a tutti gli effetti un cambio decisivo del paradigma dei trattamenti neoadiuvanti preoperatori, consentendo già da oggi la personalizzazione delle terapie, modulandole sulla base delle classi di rischio già alla diagnosi dei Tumori del Retto localmente avanzati e migliorandone ulteriormente e significativamente i risultati.
“Ulteriori ricerche sono in corso – spiega il professor Domenico Genovesi – per caratterizzare ancora di più il tumore alla diagnosi sia da un punto di vista biomolecolare che del suo microambiente, della genetica, del sistema immunitario del paziente nonché dei nuovi progressi in campo radioterapico, farmacologico e chirurgico. La consolidata attività del Gruppo Interdisciplinare per le Cure Oncologiche (GICO) della ASL Lanciano-Vasto-Chieti nella gestione diagnostico-terapeutica dei Tumori del Colon-Retto, cosi come nelle altre patologie tumorali, e la stretta collaborazione tra ASL e Università “G. d’Annunzio” con il notevole contributo dell’Istituto per le Tecnologie Biomediche Avanzate (ITAB) e dei Laboratori del Centro per Tecnologia e Studi Avanzati (CAST) – conclude il professor Domenico Genovesi – favoriscono in modo determinante e multidisciplinare la ricerca scientifica, ampliando così l’offerta terapeutica ai pazienti oncologici e favorendo il costante miglioramento dei risultati”.
