BORRELLO – Un messaggio WhatsApp dai toni espliciti ha aperto la porta a un’inchiesta su un presunto sistema corruttivo che coinvolge i Comuni di Borrello e Montebello sul Sangro. Al centro dell’indagine, condotta dalla Procura della Repubblica di Lanciano e dai carabinieri di Atessa, ci sono Luciano Nicola Giampaolo, 70 anni, ex addetto all’anagrafe, e Marcela Elena Clavaschino, 59 anni, imprenditrice argentina.
Secondo l’accusa, i due avrebbero gestito un sistema illecito per il rilascio accelerato della cittadinanza italiana a cittadini sudamericani, attraverso residenze spesso simulate e conseguente passaporto italiano in tempi strettissimi, in cambio di denaro (fino a 5.000 euro a pratica).
L’inchiesta, che coinvolge otto persone tra cui i sindaci dei due Comuni, ipotizza l’esistenza di una vera e propria associazione per delinquere. All’interno di un B&B gestito dalla Clavaschino è stata rinvenuta documentazione ufficiale, timbri, carte d’identità elettroniche pronte per la conseguenza e certificati di residenza ed un foglietto con il timbro del sindaco Di Luca.
Gli inquirenti sottolineano come il legame personale tra i due protagonisti fosse parte integrante del sistema, con rapporti intimi documentati e considerati parte della corruzione.
La donna, pur senza incarichi ufficiali, avrebbe avuto un ruolo operativo di primo piano, gestendo clienti, logistica e documenti, e sottoscrivendo comunicazioni di ospitalità e atti amministrativi per l’avvio delle procedure. Un caso che scuote la fiducia nelle istituzioni locali e nel sistema di rilascio della cittadinanza.
