L’antica festa di San Giovanni, nella notte tra il 23 e il 24 giugno, è uno dei riti più importanti nel mondo rurale e contadino che nuovamente si appresta ad essere compiuto, celebrando ufficialmente l’entrata della stagione estiva, proteggendo i raccolti dai temporali e dalla siccità tipici della stagione, e propiziando prosperità nei mesi a seguire. Una notte “ponte” tra il sacro, simboleggiato dalla memoria del martirio di San Giovanni Battista, e il pagano, ed infatti anche chiamata “la notte delle streghe” perché, secondo le antiche credenze popolari, durante questa notte si riunivano le streghe per i loro sabba. Ma un momento di unione anche tra l’umano e il divino, legato alla magia delle erbe, alla purificazione, alla rinascita, alla fecondità. Una cerimonia che è stata nuovamente ricordata sabato 21 giugno, in occasione del solstizio d’estate presso l’Ecovillaggio Madonna degli Angeli a Loreto Aprutino, dall’Associazione Agorà 7.0, guidata dal presidente Sergio Soldani e dal vicepresidente Dani Grosso, nota per essere particolarmente attenta e rispettosa dell’ambiente e della natura, e per avere tra le finalità principali l’auto-sostentamento alimentare ed energetico, l’auto-costruzione di case a cupola con materiali eco-compatibili, e lo sviluppo dell’eco-turismo. Un’occasione di immersione nel verde, di meditazione, di connessione interiore e in profondo contatto con l’energia della terra, il cui momento più importante è consistito nella descrizione della preparazione dell’acqua di San Giovanni, in modo da consentire ai partecipanti di poterla realizzare successivamente, in occasione della notte tra il 23 e il 24 giugno. L’acqua “miracolosa”, infatti, viene realizzata (ed esposta alla rugiada notturna, detta “rugiada degli dei”) lasciando in infusione per tutta la notte le erbe aromatiche ed officinali raccolti nei campi, e i fiori edibili spontanei, in particolare l’iperico (detto appunto erba di San Giovanni), un fiore dalle straordinarie proprietà curative, al quale si aggiungono salvia, rosmarino, rose, papaveri, lavanda, alloro, menta, timo, camomilla. Un’acqua, caricata energeticamente con le frequenze di tutte le piante, che può essere utilizzata al mattino per lavarsi il viso e il corpo, come pulizia energetica per allontanare le negatività e le entità maligne.
La serata è proseguita con una meditazione guidata a cura di Susanna Pistone, con momenti di convivialità, celebrando la vita con la musica e ottimo cibo genuino preparato dallo chef Maurizio, e con il gran finale dell’accensione del fuoco, simbolo di trasformazione, trasmutazione e purificazione, in modo da lasciar andare ciò che non è più utile all’evoluzione interiore e far spazio agli intenti positivi e ai propositi costruttivi, in un’unione spirituale tra i partecipanti, degna di un rito che trascende la storia religiosa per collocarsi nella memoria culturale e identitaria del mondo contadino.


