Prosegue, con il quarto appuntamento, l’ottava edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale, “Premio Marrucino” 2024, organizzata dalla Deputazione Teatrale del Teatro Marrucino di Chieti in collaborazione con il comitato regionale della F.I.T.A (Federazione Italiana Teatro Amatori) presieduta da Antonio Potere.
Venerdì 21 febbraio è andato in scena “Che pasticcio, Mrs Peach”, un musical in due atti scritto e diretto da Alessandro Iacovelli ed interpretato dalla “Compagnia della lira” di Casamassima (Ba). La trama, come accennato dal programma di sala, è ambientata “agli albori del Novecento, a Bibury, piccolo villaggio nel sud dell’Inghilterra, rinomato in tutta la contea per la sua pasticceria. Ma dietro torte deliziose e biscotti fragranti si nasconde una commedia fatta di intrighi e desideri. La morte inaspettata di Sir. Martin, fondatore della dolce bottega, lascia la pasticceria senza eredi e il timone passa nelle mani della rigida governante Mrs. Peach. Mentre domestici e dipendenti si destreggiano tra le richieste e gli umori della nuova direttrice, l’arrivo di una lettera inaspettata agita le acque e, mentre il profumo di cannella si diffonde nell’aria, i personaggi si intrecciano in un vortice di colpi di scena. Tra spolverate di zucchero a velo e aromi caramellati, l’amaro destino della pasticceria di Bibury è appeso a un filo… sarà il dolce potere dell’amore a deciderne le sorti?”
Decisamente una splendida novità per questa rassegna che di solito non è abituata ad una forma teatrale elaborata ed impegnativa nell’esecuzione come il musical, un genere purtroppo poco amato in Italia. Sfida ancor più ardua se si considera che il cast è composto soltanto da 5 attori, ben pochi rispetto al folto numero di personaggi, ballerini e coreuti che normalmente animano le rappresentazioni di Broadway o dell’italianissimo “Sistina”. La “Compagnia della lira”, invece, vince, anzi, trionfa, confezionando un racconto che si colloca a metà tra la fiaba, la commedia ed il mistero. Un piacevole miscuglio tra Tata Matilda/Nanny McPhee di Christianna Brand e Trappola per topi di Agatha Christie. Uno spettacolo che emana vibrazioni British fin dall’inizio attingendo tanto dalla letteratura inglese quanto dalle tradizioni culturali ma soprattutto teatrali dell’isola. “Che pasticcio Mrs Peach”, infatti, si orienta sulla scia delle pièce musicali che incantano i teatri londinesi del West End riuscendo a catturare il Marrucino con la sua ironia disarmante e con alcune canzoni originali che restano facilmente impresse nella mente. Non mancano poi riferimenti, nella trama e nelle melodie, ad altri musical che hanno fatto la storia come “Into the woods” e “Sweeney Todd” del compianto Stephen Sondheim, “Hello Dolly” di Jerry Herman e Michael Stewart, “I pirati di Penzance” di Gilbert e Sullivan, oltre che il nostrano “Aggiungi un posto a tavola” di Garinei e Giovannini, omaggiato in una scena, che quest’anno festeggia 50 anni. Lodevoli anche le interpretazioni dell’intero cast e le scenografie cangianti che forniscono allo spettatore un senso di ambientazione più ampia e coinvolgente se non proprio avvolgente. In poche parole, Alessandro Iacovelli sforna un musical teatrale come non se ne vedevano da molto tempo. Leggero, brillante, dinamico. Tutti ingredienti che rendono “Che pasticcio Mrs Peach” un piccolo capolavoro, per adesso la migliore rappresentazione della rassegna. Unica nota dolente, a parer mio, un finale troppo aperto che potrebbe disorientare il pubblico pur riconoscendola comunque un’ottima trovata narrativa.
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