NA VOTE … LÀ ALL’AMERECHE: AL MARRUCINO VA IN SCENA IL PRIMO SPETTACOLO DELLA RASSEGNA DI TEATRO AMATORIALE

di Stefano Maria Simone

Venerdì 10 Gennaio, ormai giunta alla sua ottava edizione, si è ufficialmente aperta la Rassegna di Teatro Amatoriale, “Premio Marrucino” 2025, organizzata dalla Deputazione Teatrale del Teatro Marrucino di Chieti in collaborazione con la sezione regionale della F.I.T.A (Federazione Italiana Teatro Amatori) presieduta da Antonio Potere.
Il primo spettacolo ad andare in scena è stato “Na vote … là all’Amereche”, una commedia in due atti scritta da Silvana Taralli ed Enzo D’Angelo, diretta da Valeria Almonti e Chiara Dell’Arena ed interpretata dalla compagnia teatrale “Lu Passatempe” di Penne. La trama, come accennato dal programma di sala, “è ambientata in America nel 1920. Tante famiglie abruzzesi emigrano verso il nuovo continente; anche Domenico con la moglie Lidia, il figlio Silvino e il compare Camillo, pieni di speranza, certi di trovare una nuova vita, una vita migliore, affrontano il lungo viaggio. Aprono una Locanda, ma poco dopo il governo americano vieta con il proibizionismo, la produzione, il commercio e l’uso di alcolici. Così, la famiglia abruzzese decide di sfidare le sorti e comincia a produrre e a commercializzare “sotto banco” la pregiata, e ormai già conosciuta in tutto il mondo, centerba abruzzese. Gli affari vanno bene, tanto che viene chiamato all’appello dall’Italia anche il bizzarro fratello Umberto a dare una mano, ma quando si fanno le cose che non si devono fare, non sempre va tutto per il verso giusto…”
Siamo di fronte ad una pièce classica ricca di colpi di scena e situazioni esilaranti, complici alcuni personaggi davvero ben riusciti come il compare Camillo di Fabrizio Nicolò, il dottor Salvi di un Marco D’Agostino che colpisce con una comicità puramente gestuale, ed il doppio ruolo di Domenico ed Umberto, dello straordinario Ennio Almonti che anche quest’anno si conferma la vera star nonché il mattatore della serata. In “Na vote … là all’Americhe” si ride molto ma la riflessione è sempre dietro l’angolo. Una commedia che attinge a piene mani dalla lunghissima tradizione teatrale, mescolando elementi che si possono addirittura ricondurre alla commedia latina di Tito Maccio Plauto, con l’equivoco e lo scambio di persona al centro dell’azione scenica che richiamano inevitabilmente opere come i “Menecmi” o “l’Amphitruo” dell’autore citato. La regia pulita e senza sbavature di Valeria Almonti e Chiara Dell’Arena, ci restituisce invece uno spaccato di vita familiare completo in tutti i suoi aspetti e che appartiene ad un mondo ormai scomparso.
Menzioni d’onore per la scenografia e per le interpretazioni cariche di grinta e patos di Stefania Pomante e Marilena Gelsumino.

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