Martedì 5 novembre, presso il Museo universitario di Chieti, Il Club Rotary Chieti ha ospitato il Maestro Gabriele Di Iorio, flautista d’eccezione, e la pianista Silvia Ciammaglichella che hanno reso omaggio al grande Autore Gabriel Fauré, compositore e organista francese, nel centenario della sua morte avvenuta il 4 novembre del 1924.
Ospiti della serata : S.E. Gaetano Cupello, Prefetto di Chieti e S.E. Bruno Forte, Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto
Il Maestro Gabriele Di Iorio ha al suo attivo un’intensa attività concertistica da flautista e da direttore d’orchestra che lo ha portato ad affrontare gran parte del repertorio solistico, da camera e sinfonico nelle più prestigiose stagioni concertistiche in Italia e all’estero. Ha effettuato numerose registrazioni per Radio Vaticana, RAI e INTERNATIONAL RAI, tra cui i concerti di Antonio Vivaldi per flauto e orchestra eseguiti a Gerusalemme e Betlemme e trasmessi in mondovisione. Si è esibito in concerti e tournèè internazionali con numerose orchestre Dal 2007 al 2010 è stato Direttore Artistico del Teatro Marrucino di Chieti e dal 2019 ha assunto l’incarico di direttore della Schola Cantorum
“ Settimio Zimarino” di Chieti.
Silvia Ciammaglichella, pur essendo molto giovane, ha alle sue spalle un’intensa attività di pianista camerista, concertista e pianista accompagnatore ed ha suonato con eminenti prime parti, tra le quali Fabrizio Meloni, Francesco Di Rosa, Matteo Trentin, Matteo Evangelisti, Carlo Palazzoli e molti altri nomi. Chiarezza ed eleganza di linguaggio, purezza e sobrietà della forma, delicatezza e discrezione dei sentimenti, fantasia essenzialmente elegiaca e gusto per l’intimità dell’emozione sono le caratteristiche salienti della musica di Fauré considerato, assieme a Debussy, Ravel e Saint-Saëns , il più importante e autorevole compositore della Francia post-romantica e pre-impressionista.
Il concerto ha avuto inizio con l’interpretazione di due brani scritti da Gabriel Fauré: “ Pavane Op. 50” opera composta nel 1887 e dedicata alla contessa Elisabeth Greffulhe, di cui la pavana è intesa essere una sorta di ritratto in musica e “ Fantasie”, brano ricco di virtuosismi, composto nel 1893 su commissione di Paul Taffanel. Il concerto è poi proseguito con tre brani che non sono di Fauré ma che appartengono allo stesso periodo e allo stesso movimento musicale francese: la “ Pavane pour une Infante défunte” e il “ Pièce en forme de Habanera” di Maurice Ravel, allievo di Gabriel Fauré e la
” Fantasia Brillante sull’opera Carmen” di Georges Bizet. L’ultimo brano del concerto è stata la “ Sonata in La Maggiore op. 13” di Faurè che rientra in una serie di composizioni giovanili considerata un punto fermo per tutti concertisti francesi. Quando questo brano arrivò in Italia, la Rivista Italiana scrisse:
“Ascoltando la Sonata di Fauré siamo avvolti da un flusso rotondo di alta intensità ed armonie iridescenti e lampeggianti. La melodia è ricca di vibrante espressività in grado di produrre un meraviglioso effetto di spaesamento“.
A conclusione della serata c’è stato un interessante intervento di S.E. Bruno Forte, Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto.
