“L’odissea delle mensa scolastiche continua con un assessorato che non sa che pesci prendere. Prima uno stallo inspiegabile (da giugno) dalla data della sentenza del Consiglio di stato, poi non si sa se procedere in proroga oppure in esecuzione all’appalto tanto oggetto di controversie amministrative, la settimana scorsa addirittura la refezione scolastica veniva definita “non indispensabile”. Quando sembravano giunte al termine le diatribe giudiziarie del Comune di Chieti sull’appalto mensa, l’assessorato alla pubblica istruzione è rimasto totalmente fermo invece di trovarsi finalmente pronto per l’inizio dell’anno scolastico 2023-24. Le domande sulla App SmartPa risultano caricabili solo a partire dall’11 settembre e, dunque, anche quest’anno la refezione scolastica partirà in ritardo. La comunicazione alla ditta appaltatrice è partita solo il 31 di agosto e, difatti, il Comune non ancora procede con la sottoscrizione del contratto avendo la ditta sette giorni a far data dal 31 agosto per confermare o no l’offerta formulata a suo tempo prima delle beghe giudiziarie. Tutto fermo insomma, in attesa di cosa non si sa, considerato che il 13 di settembre la scuola aprirà i battenti e i ragazzi staranno senza pasti a scuola con evidente disagio per le famiglie. Ci ritroveremo sicuramente con le solite scuse ossia le presidi che non comunicano la data, il
personale scolastico non ancora definitivo, la vecchia amministrazione, etc. senza dimenticare la commissione mensa che oramai è divenuta una sconosciuta così come quella pubblica istruzione. La verità è che chi amministra non è in grado di programmare, assumere decisioni in forza delle sentenze amministrative emesse e dare riscontro pratico alle esigenze delle famiglie. Tutto ancora “in divenire” con un’unica certezza: il primo giorno di scuola gli alunni non potranno usufruire del servizio mensa! Non sapevano cosa fare 3 mesi fa rispetto ad un giustiziato amministrativo arrivando già impreparati il primo giorno di scuola. Già bocciati prima di intraprendere l’anno scolastico senza nemmeno essere rimandati! Perché? Cosa hanno fatto in questo periodo? Ora c’è il dissesto questa sarà la scusa … ma rammento -aspettandomi già la risposta che verrà-che il servizio di refezione scolastica è considerato ormai servizio pubblico essenziale da giurisprudenza consolidata in merito e come tale (giusto per dare “un aiutino da casa” all’assessore Giammarino che lo ha definito “non indispensabile”) poteva essere attivato senza problemi di sorta. In assenza di commissioni per confrontarsi tra parti politiche per trovare soluzioni valide e magari offrire anche qualche interpretazione genuina, sono costretta a presentare l’ennesima interrogazione auspicando di averne riscontro subito e non dopo mesi e mesi perché le famiglie hanno bisogno oggi di sapere il da farsi e non in un futuro indefinito”. È quanto dichiara la Consigliera Comunale di Chieti Serena Pompilio.
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