Di Primio: “Buttati al vento anni di sacrifici, situazione compromessa da chi ha voluto il predissesto ed ha sbagliato tutto”

Pubblichiamo di seguito il post su Facebook dell’ex sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, all’indomani della delibera della giunta comunale che ha proposto il dissesto finanziario dell’ente.
“Chi é causa del suo mal pianga se stesso. Potrebbe commentarsi così la notizia, se a dover piangere, adesso, non fossero i cittadini che subiranno il dissesto provocato dalla cecità politica e dalla immensa incapacità degli attuali amministratori.
La Corte dei Conti adesso deve indagare su tutto, iniziando dai miei anni. Perché solo così, si capirà la differenza tra chi ha cercato in ogni modo di evitare il dissesto e chi l’ha provocato.
C’è chi, noi, ha fatto e chiesto sacrifici per affrontare una situazione pesante determinata dalla fragilità delle finanze dell’ente, debiti pregressi e incapacità della Teateservizi di incassare ma, soprattutto, da quello che ne è derivato applicando la legge, accantonamenti (ignoranti, non debiti) che costituiscono i 2/3 del disavanzo, lo dice la Corte dei Conti.
Indaghi la Corte per verificare se chi c’era prima ha tentato di fare e messo in campo azioni di contrasto per tenere in piedi il comune pur tra mille difficoltà.
Troppo facile dire la colpa è di chi c’era prima. E comunque, una volta che si è fatto, rispettando un vecchio vezzo della politica, ci si corcia le maniche e giù a lavorare. Il risultato non è garantito, ma la coscienza viene prima d’ogni altra cosa.
Indaghi la Corte dunque per accertare se c’è chi (dirigenti e/o amministratori) ha sbagliato, ad esempio aumentando nel 2020 a dismisura gli accantonamenti per spese legali in modo strumentale ed al fine di sostenere la tesi del predissesto.
Indaghino i giudici (lo hanno per vero già fatto, basta leggere la delibera che boccia il predissesto) sui soldi spesi per feste e festarelle mentre si urlava che non c’erano soldi per riparare le strade.
Indaghi la Corte per capire come si possa chieder il predissesto e spendere soldi per assumere parenti ed amici e riparare macchine inutilizzabili.
Indaghi, ma anche questo lo ha già fatto, per capire come si possa in un ente che vuole il predissesto, salvare una società inefficiente spendendo 3,4 milioni per incassare forse 280mila euro.
Indaghino, non solo i giudici contabili, sulle richieste pressanti agli uffici fatte anche in questi giorni.
Insomma, è solo l’inizio, non sarà facile, per nessuno, neppure per me che dovrò dimostrare anche per chi non lo merita, mi riferisco a taluni del centrodestra, quello che abbiamo fatto.
L’importante è avere pazienza e alla fine, sono certo, anche in questo caso la verità emergerà ed avremo vinto ancora una volta”.

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