Barbara Di Roberto bacchetta il sindaco Ferrara: “Su Raimondi fa il gioco degli indiani”

RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO

“Diseguali tra eguali! Che è tutto il contrario dell’equità ed obiettività con cui vanno prese le decisioni cosiddette “ponderate” nei momenti estremamente delicati per un Ente e per una città.  La remissione della Delega alle Politiche della Casa da parte dell’Assessore Raimondi andavano immediatamente rifiutate e non certo trattate come una presa d’atto, per di più giornalistica, e andavano subito rigettate proprio per le ragioni esposte dalle dichiarazioni del Sindaco Ferrara: ossia per il “giusto lavoro da lui compiuto” in un “settore che merita attenzione in quanto si occupa di problemi sensibili della nostra comunità, fra quelli  più sentiti e rappresentateci in questi due anni e mezzo dai cittadini”. 

Invece al dovuto, perché inconfutabile, riconoscimento del lavoro svolto dall’Assessore Raimondi che aveva la responsabilità delle politiche abitative, è seguito lo stesso trattamento di “riserva” adottato per chi aveva la responsabilità del Piano di Riequilibrio dell’Ente, quello cioè già bocciato dalla Corte dei Conti e che, evidentemente in quanto tale, ha meritato il reincarico all’Assessore al Bilancio che ne ha avuto la responsabilità per due anni e mezzo. La logica e coerenza di pensiero personale, nonché politico-amministrativa non fa una piega, si potrebbe dire! Ma tanto è: in fondo abbiamo visto che a Chieti alla critica politica si risponde con l’offesa e la diffamazione alla persona, per cui non sorprende che situazioni diverse vengano trattate in modo uguale, come pure situazioni uguali sono sempre state trattate in modo diverso! In ogni caso il tutto rientra nella “normalità” del Governo Ferrara. Come da copione, sin dalla Commissione Bilancio in cui i Gruppi Civici di De Cesare si sono “riservati il voto  in aula” sulla Piano di Riequilibrio preparato e portato in Consiglio dall’Assessore di De Cesare, tutto è bene ciò che finisce bene, verrebbe da dire. Se non fosse che nel caso delle dimissioni dell’Assessore Della Penna il Sindaco si era sì riservato la decisione ma dichiarando, anche a mezzo stampa, che “della decisione sospesa se ne sarebbe ragionato in maggioranza”, cosa che non è avvenuta ma che anzi è stata accuratamente rimandata e soprattutto evitata, e ciò verosimilmente in virtù dell’ultimatum a caratteri cubitali dato al Sindaco che anzi “doveva scegliere prima di Pasqua” pena il perdere una parte della sua maggioranza. 

Che quella parte che ha dato ultimatum sia composta da 5 consiglieri che oggi esprimono ancora ben 3 Assessorati, sin troppi e abbondanti ruoli, deleghe consiliari e presidenze di Commissione, oltre che nomine sin troppo recenti, fa sicuramente riflettere anche il tanto invocato Cencelli; ma che è su costoro che il Sindaco faccia ancora affidamento per assolvere il compito della politica per come lo ha definito, ossia il “costruire”, fa ancora più riflettere, e riflettere in negativo visto che sono gli stessi che gli hanno fatto mancare i voti in Giunta e in Aula sulla Delibera salva-Teateservizi di cui, anche in seguito, lui stesso si è detto estremamente sicuro ed orgoglioso.

Si prende atto, allora, che forse è questo che voleva comunicarci con la riunione finalmente convocata dopo gli articoli di giornale sulle Deleghe riconfermate e riconsegnate nelle sue mani, ma che è stata poi disdetta: voleva comunicarci che ha riconfermato fiducia all’Assessore al Bilancio, perché è certo di potersi affidare a quelli che hanno già dichiarato, detto e ribadito che non voteranno mai gli Atti consequenziali necessari al Piano concordatario della Teateservizi. Con buona pace dei vari verbali di commissione, o di affermazioni in seno ad ogni riunione di maggioranza, in cui si era spiegato che “salvare la Partecipata equivaleva a salvare il Comune di Chieti”, non ci resta che attendere le motivazioni del Dispositivo di Dissesto del Comune di Chieti tanto, eventualmente, il tutto dovrà essere risolto, adesso, dai Commissari governativi che staranno gomito a gomito con lo stesso Dirigente ad interim e con lo stesso Assessore che sul Piano di Riequilibrio hanno lavorato e che lo hanno seguito fino alla bocciatura innanzi alla Corte dei Conti. L’importante è andare avanti nel modo più “utile e concreto possibile”, “insieme e nella maniera più efficace possibile”, ci viene ricordato. Che dire? Probabilmente per l’efficienza c’è sempre tempo, si ritiene, tant’è che su Raimondi ci si consente una “riserva”: quella del gioco degli indiani.  

Barbara Di Roberto 

(Capogruppo MISTO di Consiglio Comunale)



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