Sono già 2.000 le firme raccolte in Abruzzo per la legge regionale sul suicidio medicalmente assistito. “Numeri impressionanti se pensiamo che tra le persone scese in piazza a raccogliere firme non compaiono figure di spicco della politica locale abruzzese. Qualcosa che deve portarci a riflettere sulla rappresentanza territoriale”, commenta Riccardo Varveri, coordinatore della campagna in Abruzzo. “Le oltre 2.000 firme raccolte significano una cosa ben precisa: le persone vogliono parlare di temi che toccano la vita nella forma della libertà. È un chiaro segnale per la politica, che sempre di più si chiude nei palazzi e non parla con le persone”. C’è tempo fino a fine maggio per raggiungere quota 5.000. I volontari non si fermeranno neanche a Pasqua: questa settimana tantissimi tavoli in varie città della regione indicati sul sito inabruzzo.liberisubito.it.
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