Il Consiglio comunale ha approvato questa sera le linee guida del piano di risanamento della società in house Teateservizi, che passa con 13 voti di maggioranza, 1 contrario sempre nella maggioranza, mentre la minoranza è uscita dall’aula. Ma la maggioranza che sostiene l’amministrazione Ferrara, al primo severo banco di prova, si è frantumata. E non sarà facile rimettere insieme i cocci.
La delibera è stata presentata dall’assessore con delega alle partecipate Enrico Raimondi che ha illustrato le scelte e le motivazioni dell’Amministrazione, anche alla luce della recente delibera della Corte dei Conti. Nella sala consiliare della Provincia, dove si è svolta la seduta, era presente anche una folta rappresentanza dei lavoratori di Teateservizi e delle sigle sindacali.
“Votare la delibera è solo il primo passo di un lungo e complesso percorso, perché se per più di dieci anni Teateservizi è stato il tappeto sotto cui gettare la polvere di una gestione politica e amministrativa che ha portato la società alla condizione in cui si trova oggi e di cui la città non ha avuto cognizione, oggi è necessario agire diversamente – ha dichiarato il sindaco Diego Ferrara prima del voto – Per questa ragione, non posso che apprezzare il lavoro di verifica che la Procura della Repubblica e la Corte dei Conti sono state chiamate a fare per mettere in trasparenza la situazione di Teateservizi, perché portare chiarezza e trasparenza è anche una mia premura e corrisponde allo spirito di quanto è stato fatto soprattutto nell’ultimo anno, quando la morsa del Covid ha consentito maggiore serenità nell’azione amministrativa ordinaria.
L’esigenza di fare chiarezza è stata sentita e voluta da tutti e si unisce, per quanto mi riguarda, alla premura di tentare un percorso che può dare un futuro alla società, ma, soprattutto, tiene conto di lavoratori per troppo tempo illusi, il cui futuro è la motivazione forte che ci spinge a provare un risanamento che ci consentirà di poter guardare i loro occhi e quelli dei loro familiari senza esitazioni o tremori, pur sapendo che nulla sarà facile anche se supereremo questo ulteriore passo. La politica in questi anni ha trattato la situazione di Teateservizi come se non fosse organica a scelte più ampie sul futuro della città. Emblematica è la denuncia alla Procura della Repubblica presentata dal mio predecessore nel 2019, come se ciò potesse bastare a salvarlo da una palese responsabilità politico-amministrativa quale guida dell’Amministrazione. E, ancora oggi, c’è chi, in età matura, non perde il vizio di mistificare i fatti sui social, facendo finta di non capire che le criticità evidenziate dalla Corte dei Conti attraverso una fotografia statica di Teateservizi, si riferiscono all’anno 2020 e al primo trimestre del 2021.
Io sono stato eletto alla guida della Città solo nell’ottobre del 2020, non a gennaio. Così come è opportuno ricordare che, nei primi mesi del 2021, in piena emergenza Covid, con il governo che aveva sospeso il dovere di pagamento dei tributi, ero io ad andare nelle assemblee di Teateservizi, per chiedere conto dei bilanci mancanti 2018-2019-2020, come si può verificare dai verbali delle sedute, sentendomi rispondere, da una governance che di certo non avevo scelto, che li avrei ottenuti, di volta in volta, all’assemblea successiva. Così purtroppo non è stato, motivo per cui ho voluto e dovuto revocare l’amministratore in carica, assumendo la responsabilità politica di una nuova governance che, a fronte di una sopraggiunta istanza di fallimento, mi ha costretto a nominare un liquidatore, Luca Di Iorio, che ringrazio, al posto di un amministratore. E valga anche ricordare che il Dott. Di iorio, in un solo anno di lavoro, ha predisposto e sottoposto all’approvazione i bilanci che mancavano, certificando, nero su bianco, un tentativo di risanamento, offrendo elementi di chiarezza della situazione di Teateservizi, iniziando un percorso che oggi si chiede da più parti in ragione della recente pronuncia della Corte dei Conti.
Il percorso di risanamento è stato avviato per mezzo di misure che sono state portate a conoscenza della Corte dei conti, con cui abbiamo cercato un contatto costante nel rispetto dei ruoli e in spirito di leale collaborazione istituzionale. La delibera di oggi ha questo come obiettivo: chiarire e risanare, perché l’auspicato risanamento non solo ha diretta incidenza sul piano di riequilibrio, tenta di cogliere l’esigenza morale di tutelare il lavoro e i lavoratori, oltre che migliorare l’efficacia e l’efficienza che la società è chiamata a dover garantire nell’interesse dei cittadini tutti.
Questo passaggio, certo difficile, ma necessario, del percorso è un pezzo essenziale della narrazione politica di questa vicenda, perché vuole spiegare alla città, nella sede del Consiglio comunale, la passione che ci ha animati tutti nel disperato, ma non folle, tentativo di evitare alla città un nuovo dissesto.
Una volta eletto, avrei avuto di certo una vita politica più semplice se avessi scelto la strada del dichiarare il dissesto, se non è accaduto è perché ho avvertito fortissimo il senso di responsabilità verso i nostri concittadini, che ne avrebbero scontato le conseguenze non solo economiche, ma anche di immagine nello scenario non solo regionale. Quello stesso senso di responsabilità mi ha spinto a chiedere sostegno al Consiglio, davanti alle persone che lavorano per Teateservizi, che non meritano difficoltà maggiori di quelle che il senso di legge e di giustizia dovrà imporre loro.
Siamo qui a guardarci in faccia e a ricordarci che tutti potremmo stare al loro posto, da un momento all’altro, perché nella vita i ruoli cambiano d’improvviso e l’empatia è un dono prezioso per la socialità e la vita pubblica, nel pieno rispetto di un corretto e coraggioso agire amministrativo”. L’intero gruppo civico, assessori compresi, che fa capo al vice sindaco Paolo De Cesare, in aula non si è proprio presentato.
Non sono mancati gli interventi dai banchi della Minoranza.
“Secondo i dati del rapporto Ca’ Foscari i Comuni italiani in condizione di dissesto o predissesto sono 1083.
La situazione dell’ente teatino non è differente rispetto a quella di altri 1082 Comuni ma a Chieti si assiste ad un melodramma perenne – ha detto Serena Pompilio di Azione Politica.
Tragedie su mense scolastiche, bilanci stilati con gli interventi del Prefetto, finanziamenti persi ed infine Teate Servizi.
Si tenta di salvare la faccia approvando un concordato a 3 giorni dalla sua presentazione invece di intervenire due anni prima prendendo la situazione di petto: questo sarebbe stato un vero atto di responsabilità e non quello al quale abbiamo assistito con un’inerzia di 2 anni.
Concordato che non tutela nemmeno i lavoratori considerato che non verranno prorogati con la Teate servizi ne i servizi cimiteriali ne’ i parcheggi. Inerzia certificata dalla Corte dei Conti la quale, oltre a segnalare irregolarità sulle ultime gestioni -sulle quali non esprimo giudizi in attesa che venga fatta piena luce-, parla esplicitamente di inerzia sia nell’attività di controllo che in quella di indirizzo così facendo emergere la piena responsabilità politica di un’amministrazione che, da ieri, non può più appellarsi ai puerili alibi propinati da questa amministrazione sulle precedenti gestioni che i cittadini hanno già bocciato. Le responsabilità politiche dell’amministrazione Ferrara sono certificate e produrranno effetti sulla città, sui cittadini e sui dipendenti della partecipata”.
“È inutile che attribuiscano la colpe ad una sola Amministrazione – ha detto Stefano Costa di Forza Chieti. Ho ricordato che quando la Teateservizi è stata ricostruita é stata la scatola cinese del Comune in quanto gli si diede tutta la riscossione. anche le somme non più riscuotibili come l’acqua, gli affitti degli immobili. Perciò si era creata una società fallita, nessuno ha avuto il coraggio di dire la verità: bilanci non approvati ma volutamente, ci sono convocazioni dagli amministratori unici ma sempre andate deserte. E oggi si chiede a noi di votare ma cosa? Una scelta fatta da voi in palese ritardo. Dove sta l’assessore al bilancio, dove sta il gruppo civico. Non avete più una maggioranza riflettete su questo”.
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