Posso esprimere, nel ruolo che ho scelto di testimone, ormai datato dei fatti, che ho raccontato nei mezzi di comunicazione dove ho operato, la piena solidarietà al sindaco di Chieti Diego Ferrara per gli attacchi che ha ricevuto anche dalla sua parte politica per aver risposto all’invito di Forza Nuova e aver partecipato al convegno dal titolo “San Francesco dalle mistificazioni della massoneria alla verità” che si è svolto in un albergo cittadino? Il quotidiano Il Centro ha usato, nel titolo riservato al caso, la parola “bufera” che si sarebbe abbattuta sul primo cittadino colpevole, in fin dei conti, di aver rispettato il suo ruolo di sindaco ed aver risposto all’invito di una forza politica che, fino a prova contraria, fa parte di questa democrazia, faticosamente riconquistata dai nostri padri. Ma c’è altro su cui sarebbe bene riflettere, dopo aver letto le reazioni di alcuni compagni di cordata dell’attuale amministrazione, tutte contrarie alla presenza di Ferrara in quel contesto, come se, facendolo, avesse corso il rischio di essere infettato: ma lo sanno che fanno parte di una coalizione che al suo interno vede anche la presenza di chi con la destra del Movimento Sociale ha avuto intensa e attiva partecipazione? E hanno capito che è stata proprio la grande apertura dimostrata dal dottor Diego Ferrara, che si è proposto da subito come il sindaco di tutti, ad aprire la strada al loro successo elettorale? Da sindaco Ferrara non mai mai rifiutato alcun invito e non si è mai sottratto al confronto, rivendicando certo il suo ruolo, ma anche le sue convinzioni ideologiche che non hanno mai rappresentato una trincea dietro la quale posizionarsi senza lasciare mai alcun varco. Come ha fatto in questa occasione è andato, rispondendo all’invito, a rappresentare la città che lo ha delegato a questo ruolo, ma ci è andato, come ha scritto in un comunicato, per affermare “la forza dei propri valori, delle proprie ragioni politiche e, soprattutto, come espressione di una democrazia regolata dalla Costituzione e dalle leggi che sono il mio riferimento da sempre”. Tutto questo andrebbe visto e valutato come una bella lezione di vera democrazia, da chi crede nei valori del vivere civile e della stessa politica, non occasione per proporre sterili ed anche sbagliate polemiche che non aiutano certo la comunità civile a migliorare. Per tutto questo sono solidale, e penso di non essere il solo in questa
città che, non va dimenticato, ha dietro di se tremila anni di storia.
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