Serra si presenta: “Ecco il mio progetto per il Chieti”

Serra

Primi passi del nuovo Chieti, al momento una squadra (quasi) totalmente da costruire. Oggi allo stadio Angelini c’è stato il raduno del primo nucleo di vecchi e nuovi neroverdi, un gruppo di quasi trenta giocatori composto per lo più da under che il nuovo tecnico Corrado Cotta ha tenuto in campo per oltre due ore in una intensa seduta col pallone (partitella di quattro tempi) utile per una prima selezione. Presente Ettore Serra, l’imprenditore torinese che ha acquisito una prima tranche (30%) del Chieti FC 1922 con l’intesa che nel 2023 procederà all’acquisto dell’intero capitale: un altro 30% il 28 febbraio, il residuo (40%) entro fine giugno.

Serra e Trevisan

Il dottor Serra è rimasto per l’intera mattinata allo stadio Angelini dove è giunto anche Giulio Trevisan quasi a fare gli onori di casa. Con Serra lo staff dirigenziale composto dal dg Sartiano, dal team manager Alessandria, dal responsabile del settore giovanile De Palo. Nuovo anche il responsabile della comunicazione, il giovane Simone Biancofiore. Con l’allenatore Cotta, lavorano invece il vice Stefano Sgherri (amatissimo ex attaccante neroverde), Mattia Spoltore, preparatore atletico, e Gianluca Tuccella (confermato preparatore dei portieri).

Con Angelo Benucci

Con Serra sono inoltre arrivati Angelo Benucci , 81 anni, una vita nello staff del settore giovanile del Torino (del quale è stato anche portiere) che sarà il trait d’union tra Serra e la scuola calcio (oltre che ascoltato consigliere personale) e Davide Desideri, ex calciatore ad alti livelli. Era nel Bari di Antonio Conte quando, a 32 anni, si vide la carriera stroncata da un tumore. Oggi Desideri si occupa di psicologia applicata allo sport (si chiama controllo della emotività nei calciatori) ed ha fondato una società che opera in questo campo.  E’ un’altra figura inedita che Serra vuole avvicinare al “suo” Chieti.

Desideri, Benucci, Serra

Parla il nuovo patron. Abita a Rivalta (Comune  della Città metropolitana di Torino), giovane, idee chiare, toni accattivanti, Serra ha spiegato il suo progetto che ha una precisa e irrinunciabile base: la scuola calcio e, in stretta sinergia, il settore giovanile. Tra l’altro non è alla prima esperienza nel mondo del calcio: “Ho svolto incarichi di vario tipo in tanti club dilettantistici del Torinese, adesso son direttore generale al Pertusa. Sono anche istruttore Uefa”. Ha aggiunto: “Vogliamo puntare sui giovani non a parole ma nei fatti” la sua dichiarazione d’intenti. “Perciò anche la formazione maggiore avrà un’età media piuttosto bassa. Il Chieti che avete conosciuto voi aveva la squadra principale e poi la juniores. Io aspiro a partire dalle rappresentative giovanili per salire verso quelle dei livelli più alti. Voglio che il Chieti diventi la società di riferimento di tutta la provincia”. Perché la scelta di Chieti e quali gli obiettivi. “Seguiremo un percorso corretto, di crescita e di strutturazione graduale, non sono qui per fare proclami, mi conoscerete per quanto di concreto riuscirò a realizzare. Ho scelto il Chieti per le potenzialità della città e perché tra le tante visionate è stata l’unica società con i conti a posto. E’ chiaro che tutti puntano al massimo risultato ma per l’obiettivo più importante occorre che ci sia una struttura attrezzata per affrontare il passaggio al professionismo. In serie C non ci vai solo con i soldi e non mancano grandi esempi di club prestigiosi che hanno registrato clamorosi fallimenti tecnici pur avendo investito ingenti risorse. In C vai con l’organizzazione, con la qualità dei ragazzi, con l’equilibrio tecnico, economico e umano. Certo, anche gli investimenti hanno un peso importante ma non sono sufficienti per conseguire traguardi ambiziosi”. Si commuove quando ricorda il papà (manager di Intesa San Paolo e poi commercialista tra i più noti del capoluogo subalpino) scomparso pochi anni fa e presenta Angelo  Benucci, quasi un suo secondo papà. Anche il coinvolgimento di Desideri è un atto che va al di là della visione puramente sportiva del suo agire.

Il tecnico Cotta

Ecco il nuovo tecnico. Corrado Cotta ha stupito subito con due ore (e passa) di allenamento con la palla. “Adesso sono queste le metodologie della preparazione, la parte atletica verrà tra poco dopo averla programmata attraverso le compilazione di schede individuali e quindi la messa a punto di tabelle di lavoro individuali e di gruppo”. Cotta viene dalla Castellanzese, presa in corsa, dove ha compiuto un mezzo miracolo nel conquistare la salvezza. Tra i nuovi neroverdi ci sono anche Francesco Serra, portiere, figlio del nuovo patron, e Leonardo Baggio, figlio di Dino (Toro, Juve e Parma in carriera) che dalla tribuna ha seguito il primo allenamento del ragazzo sul prato dell’Angelini. Da domani la preparazione proseguirà (come l’anno scorso) sul sintetico di Tollo ma si è alla ricerca di qualche impianto in zona dove poter lavorare per l’intera  stagione. “Abbiano ricevuto dall’amministrazione comunale la totale disponibilità per il reperimento di una idonea soluzione” ha precisato ancora Serra.

Sgherri e Cotta

Ma come sarà il nuovo Chieti? Il gruppo che ha svolto la prima seduta all’Angelini è destinato a profonde modifiche. La prova è servita a una prima selezione degli under, ma sarà necessaria una robusta dose di esperienza, pur condividendo il discorso sui giovani (però senza esagerare…), per rendere l’organico neroverde in grado di veleggiare almeno in acque tranquille. L’elenco dei presenti di oggi non è stato diramato. Al momento siamo al classico cantiere aperto con tanto di cartello bene in vista: lavori in corso.

Il dg Sartiano

 

Dino Baggio, Sartiano, Serra
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