Scelte più condivise, metodi e tempistiche più efficienti e soprattutto maggiore centralità del Consiglio comunale. Lo chiedono i consiglieri Valentina De Luca, Silvio Di Primio ed Edoardo Raimondi che questa mattina, in una conferenza stampa, hanno illustrato i punti programmatici e le motivazioni della costituzione del gruppo consiliare “Liberi a Sinistra”, la neonata formazione politica teatina. “Riscontriamo negli ultimi tempi un certo disamoramento da parte di alcuni Consiglieri comunali e, per questo, riteniamo necessario dare un nuovo inpulso all’azione amministrativa, migliorarando il funzionamento dell’apparato organizzativo, ormai obsoleto e a tratti inefficiente”- spiegano i tre Consiglieri Comunali che sottolinenao: “ Al di la di narrazioni fantasiose che stanno circolando in questi giorni, non siamo contro nessuno in particolare e non abbiamo finalità personali. Non chiediamo incarichi né rimpasti in giunta”.
Silvio Di Primio, che sarà il capogruppo di “Liberi a sinistra”, precisa: “Stiamo ricevendo grande incoraggiamento sia dentro che fuori il consiglio Comunale. Crediamo che questa nuova esperienza possa essere un valore aggiunto per l’azione amministrativa e soprattutto possa ricompattare la maggioranza. Questa svolta è necessaria perché percepiamo una certa insoddisfazione da parte di alcuni membri del Consiglio Comunale. Il nostro giudizio su Ferrara è positivo e rimaniamo convinti nel perimetro del Centrosinistra, ma chiediamo più condivisione delle scelte e più coinvolgimento della base che ci supporta”.
“Una nuova visone strategica della città, ma soprattuto maggiore qualità nello svolgimento delle sedute del Consiglio Comunale” – è quanto chiede Edoardo Raimondi che spiega: ”La nomina, per la prima volta in città, di un Commissario ad acta per l’approvazione del rendiconto di gestione dimostra l’inadeguatezza del nostro apparato amministrativo. Dobbiamo agire per rendere più efficiente la gestione del Comune”.
Il Consigliere Valentina De luca, infine, spiega le motivazioni che lo hanno spinta a lasciare il Partito Democratico per aderire al nuovo gruppo di sinistra: “Il mio è un posizionarmi in un gruppo più vicino a me, alla mia sensibilità politica. L’uscita dal gruppo consiliare PD non è stata determinata da motivi personali di contrasto con qualcuno o per chissà quale strategia politica. In questi due anni ho maturato la convinzione che la mia casa ideologica non è il Partito democratico”.
