Dal Comitato cittadino appello alla politica a fare squadra per “salvare” il Policlinico

Fin dalla sua costituzione il Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti si è battuto per la tutela dell’Ospedale clinicizzato “SS Annunziata”, fra i pochi capisaldi rimasti, unitamente all’Università, agli Uffici giudiziari e ad alcune Istituzioni amministrative, in una città che nel corso dell’ultimo mezzo secolo ha subito il collasso dell’area industriale, ha visto ridimensionata la sua identità di città a vocazione militare e ha perso uffici statali e regionali.La convocazione per il 27 giugno di un Consiglio comunale straordinario, esclusivamente dedicato alle problematiche del nostro presidio ospedaliero e della sanità cittadina in generale, suona come presa di coscienza di una situazione che si va aggravando di anno in anno nonostante i ripetuti impegni assunti, in grandissima parte finora rimasti sulla carta. È vero che non poche sono le eccellenze che mantengono alto, anche a livello nazionale, il nome del ”SS. Annunziata” ma è altrettanto vero che non poche sono le criticità, da quelle strutturali del complesso alle carenze di organico e di strumentazioni (come non allibire davanti alla Tac per i tumori piazzata su un camion?). Ma su eccellenze e carenze torna a incombere ora un pericolo che tutti gli altri supera: quello del temuto sottodimensionamento (o mancato potenziamento) del “SS. Annunziata” se dovessero passare le osservazioni ministeriali al piano regionale ospedaliero. Questo prevede quattro Dea di 1° livello (comprese le strutture che attengono alle discipline più complesse) per Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo e nessun Dea di 2° livello. Ma da Roma si insiste per un Dea di secondo livello che, stando a voci trapelate o messe in giro ad arte, dovrebbe essere quello di Pescara, con conseguente ridimensionamento di fatto degli altri nosocomi. Va ricordato che la precedente Giunta regionale, con delibera del 27 maggio 2017, aveva previsto un Dea funzionale di 2° livello Chieti-Pescara che rimase però sulla carta, al pari di un consimile Dea L’Aquila-Teramo. Se quanto temuto dovesse verificarsi, verrebbe messa a grave rischio la permanenza delle cliniche universitarie al SS. Annunziata la cui presenza, va ricordato, da sola darebbe, invece, allo stato attuale dei fatti titolo al nostro policlinico per aspirare a un Dea di 2° livello; in caso contrario le stesse finirebbero col prendere la strada del nosocomio pescarese innestando una serie di provvedimenti a cascata con il più che probabile trasloco, nel tempo, della facoltà di medicina, dei corsi di laurea per professioni sanitarie e delle scuole di specializzazione sulle rive dell’Adriatico. Una Facoltà, quella di Medicina, va inoltre ricordato, che se oggi esiste e può vantare livelli di alta considerazione a livello nazionale lo deve anche e soprattutto al Comune e alla Provincia di Chieti che ai tempi del Consorzio per la Libera Università affrontarono non pochi sacrifici finanziari per mantenerla in vita quando altri enti consortili scelsero di far venire meno le loro pur pattuite contribuzioni. Il depotenziamento del Policlinico e l’eventuale perdita della Facoltà di Medicina per Chieti rappresenterebbero un vulnus gravissimo paragonabile a una pietra tombale su ogni residua speranza di una ripresa della nostra città e il venir meno di una delle limitate funzioni che ancora danno valore e sostanza al suo ruolo di capoluogo di provincia. Ai consiglieri comunali che nella seduta del 27 giugno saranno chiamati a confrontarsi su questo problema e sugli altri riguardanti la sanità teatina va l’appello a mettere da parte le casacche dei rispettivi schieramenti partitici, a superare le divisioni ideologiche e le sterili polemiche da campagna elettorale per trovare una linea comune in difesa della nostra collettività e delle sue esigenze che nel campo della sanità si identificano con quelle di un più ampio territorio. Va loro l’appello a saper trovare quella stessa compattezza che le istituzioni di altre città di questa nostra regione hanno più volte mostrato di saper raggiungere quando sono stati messi in gioco le rispettive utilità. Va loro l’appello a sapersi mantenere all’altezza dei superiori interessi di Chieti e della sua storia.

 

Previous Story

IL GIORNALE DI CHIETI HA UNA MARCIA IN PIU’!

Next Story

Al Gran Galà brillano le stelle del calcio abruzzese

Ultime notizie da Blog

Latest in Music

About us

One thousand years ago, superstition and the sword ruled. It was a time of darkness. It was a world of fear. It was the age of gargoyles. Stone by day, warriors by night, we were betrayed by the humans we had sworn to protect, frozen in stone by a magic spell for a thousand years.

Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

Authors

Newsletter

© COPYRIGHT 2023 – IL GIORNALE DI CHIETI.
PIAZZALE MARCONI N.69 – 66100 CHIETI
ILGIORNALEDICHIETI@GMAIL.COM | C.F. 93062690693.


Deprecated: Non-static method snwp_Show::fake_wp_footer() should not be called statically in /home/hkagijcn/public_html/nuovo/wp-includes/class-wp-hook.php on line 308