La professoressa Monica Berté della “d’Annunzio” scopre un nuovo manoscritto postillato da Francesco Petrarca

Sono di Francesco Petrarca alcune note scritte nel corredo marginale di un codice vaticano che contiene gli Ab Urbe condita libridi Tito Livio. La scoperta è stata fatta dalla professoressa Monica Berté, docente di Letteratura latina, medievale ed umanistica presso il Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara. La mano di Francesco Petrarca è stata riconosciuta nelle notazioni marginali di un codice che tramanda l’intero corpus di quanto è giunto a noi degli Ab Urbe condita libridi Tito Livio (I a.C. – I d.C.), l’opera più importante sull’origine e la storia di Roma. Si tratta di un manoscritto trecentesco, copiato su pergamena in Italia settentrionale e decorato da uno splendido apparato illustrativo, oggi conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana. La scoperta di glosse e di segni di attenzione (gli elegantissimi “fiorellini”) apposti dal poeta del Canzoniere e autore a sua volta di una produzione latina di carattere storico rende il codice vaticano ancora più prezioso e va ad accrescere il numero di autografi petrarcheschi finora identificati, che presto saranno tutti raccolti e descritti dalla stessa professoressa Monica Berté, insieme al professor Marco Petoletti dell’Università Cattolica di Milano, nel portale “Petrarca on line”, finanziato nell’ambito di un progetto PRIN 2017.

«L’identificazione di note marginali autografe di Francesco Petrarca agli Ab urbe condita libri di Tito Livio – osserva il prof. Carmine Catenacci, direttore del DiLASS – costituisce un’importante scoperta di rilievo internazionale, che arricchisce con elementi originali la nostra conoscenza del grande poeta, letterato e intellettuale, considerato il padre dell’Umanesimo europeo».

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