Trentasette anni fa la tragedia dello stadio Heysel in cui morirono due francavillesi

29 maggio 1985. La Juventus e il Liverpool si giocavano la finale della Coppa dei Campioni allo stadio Heysel di Bruxelles.

L’attesa era spasmodica: la Vecchia Signora, che aveva chiuso il campionato piazzandosi al sesto posto, aveva la possibilità di vincere la sua prima Coppa dei Campioni, interrompendo il predominio inglese nella competizione. Una serata di festa che si è trasformata in una delle pagine più nere del calcio mondiale.

Trentanove persone trovarono la morte nel settore Z dello stadio, travolti dagli hooligans inglesi, ubriachi, poco prima dell’inizio della partita. Schiacciati contro le balaustre o precipitati dalle gradinate. Trentadue erano italiani. Due erano francavillesi: Rocco Acerra, 29 anni, e Nino Cerullo, 24 anni. Una ferita che, a distanza di 37 anni, è sempre aperta e brucia.

Erano diversi, quella sera, gli abruzzesi partiti da Francavilla e zone limitrofe. Rocco e Nino erano cognati e molto amici. Rocco era di fede bianconera, mentre Nino, pur essendo un tifoso nerazzurro, aveva deciso di accompagnare il cognato ad assistere all’importante sfida.

Nonostante la tragedia, la partita si dovette giocare comunque: “per questioni di ordine pubblico” fu la motivazione. La Juve vinse il trofeo per una rete a zero.

In occasione del trentennale della tragedia, la a.s.d. Francavilla Calcio Nc ha organizzato il primo torneo di calcio Memorial Rocco Acerra e Nino Cerullo, riservato alla categoria Juniores. Quell’anno Nino e Rocco sono stati ricordati anche con una Santa Messa celebrata da don Stefano, parroco di Santa Liberata, nello stadio comunale Valle Anzuca. Per l’occasione, la Juventus F.C. donò un mazzo di fiori, accompagnato da una lettera del presidente Agnelli.

Nel gennaio del 2020, Nino e Rocco sono stati omaggiati nel corso di una cerimonia organizzata per il Torneo dell’Epifania nello stadio comunale. Presente, tra gli altri, una delegazione della Juventus, che partecipava al torneo con la formazione under 14.

Un ricordo, quello della tragedia del 1985, sempre vivo. Il Museo del Calcio di Coverciano sta commemorando le vittime con l’esposizione della maglia azzurra con impresso il numero 39, che venne ritirata simbolicamente dalla Figc in occasione dell’amichevole tra Belgio e Italia disputata il 13 novembre del 2015. La maglia è stata collocata ieri all’ingresso del percorso espositivo.

Ieri le 39 vittime sono state omaggiate al Parco dei Principi di Parigi, prima del fischio d’inizio della finale di Champions League, che ha visto il Real Madrid imporsi sul Liverpool. L’ex calciatore Kenny Dalglish, che nel 1985 giocava con il Liverpool, ha deposto una corona di fiori sotto la curva dei tifosi inglesi, in memoria della tragedia.

“Trentadue italiani, quattro belgi, due francesi, un nordirlandese. E seicento feriti. Intorno tutto è finito. Voci, suoni, colori deflagrano e raggiungono il silenzio. Sono le 21.40. L’assurdo è così banale che le squadre entrano in campo” (A. Cartwright, G.L. Favetto, “Il giorno perduto”).

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