Nel terzo appuntamento della rubrica dedicata agli appassionati di cinema, questa settimana Carmen ci consiglia il film “Settembre”.
Nasce come sceneggiatrice Giulia Louise Steigerwalt (Il campione di Leonardo D’Agostini, Moglie e Marito, Croce e Delizia e Marilyn ha gli occhi neri di Simone Godano), ma stavolta si sposta dietro la macchina da presa con il suo primo lungometraggio,Settembre, tra i cui protagonisti troviamo Fabrizio Bentivoglio (Il capitale umano, Ricordati di me), Barbara Ronchi (Padrenostro, Fai bei sogni), Thony (Tutti santi giorni, momenti di trascurabile felicità), Andrea Sartoretti (ACAB, Io ti cercherò).
Settembre. E’ l’inizio dell’anno. Non da calendario, certo, ma di quello in cui tutto (ri)comincia a muoversi…
Dopo le giornate lente, soleggiate e pacate dell’estate, in cui ci si prende una pausa, anche da sestessi, ci si rimette nel circuito della vita, quella scandita dai ruoli, dai doveri, dalle relazioni. Dalle paure e delle speranze. Il mondo ritorna a girare, e nei due emisferi si ritrova il vecchio, quello che abbiamo messo in pausa,ma anche lo spazio per nuovi schemi, nuove dinamiche,nuove occasioni,che risvegliano i sensi e l’anima. Ci si reinventa, si cambia pelle.
E saranno proprio le novità ad innescare il dinamismo del film ed il vivere quotidiano dei protagonisti.
Settembre racconta le vicende di sei personaggi appartenenti a generazioni diverse; ma si sa, in ogni tempo storico, il motore di ricerca è sempre lo stesso: l’amore. Per l’altro e per se stessi.
L’adolescente Maria sta per scoprire il sesso con il ragazzo che le è sempre piaciuto e che finalmente si è accorto di lei e si prepara psicologicamente al “grande evento” con il compagno di scuola Sergio; Francesca, ormai invisibile agli occhi del marito, attende con ansia l’esito di una delicata visita medica sostenuta dalla migliore amica Debora; Guglielmo, un ginecologo annoiato dalla vita, da quando è stato lasciato dalla moglie vive in una costante apatia che sembra essere interrotta solo dalla compagnia di Ana, una giovane prostituta con la quale si confida, l’unico contatto umano che ha da tempo.
La regista riesce a dare ad ogni personaggio la sua giusta dimensione, e adogni storia la sua prospettiva, senza che nessuna emerga sull’altra.
Il film scorre, leggero, veloce. Si può definire commedia, sì, ma senza scivolare nel superficiale. Si può definire un dramma, sì, ma senza scadere nel melodrammatico.
Ma se ci riflettiamo, le nostre vite non sono palcoscenici dove cambiamo continuamente maschere? Le nostre giornate non sono un continuo alternarsi di sorrisi e lacrime? Non siamo messi costantemente di fronte a spettacoli di bellezza e a prove ardue da affrontare?
Siamo battiti, sconfitte, paure…
Siamo come Maria, Francesca, Guglielmo ed Ana. Ci sentiamo vicini ai personaggi della Steigerwalt, perché sono noi.
Settembre è il mese della bellezza delle piccole cose. Del semplice vivere. Delle nostre grandi rivoluzioni personali. Un mese che vale una vita.
Al cinema dal 5 maggio
