Cuntaterra, la terra dei racconti con sede a Brecciarola

«Un pensiero alle radici e lo sguardo aperto sul mondo».
Inizia nel 2018 la bella avventura di CuntaTerra, vivace associazione culturale con sede a Brecciarola. A fondarla, l’attore, cantastorie e musicista pescarese Marcello Sacerdote che, nel 2019, è stato insignito del prestigioso Premio Trilussa “per la qualità della ricerca artistica e l’impegno sociale tra le proposte teatrali emergenti”.
CuntaTerra, ovvero “terra di racconti”. Le storie abruzzesi, la voglia di raccontarle, di farle scoprire e riscoprire, sono al centro di un progetto mosso da una grande passione.
Vocazione per il teatro e multidisciplinarietà sono i punti di forza di una realtà poliedrica «che unisce esperienze. Per questo il nostro logo richiama una stella che irradia, composta da punte diverse che confluiscono in un unico centro luminoso. Il teatro si unisce alla musica, alla voglia di fare cultura, alla socialità, al recupero delle tradizioni abruzzesi con l’obiettivo di condividerle in maniera più ampia, oltre la regione» spiega Marcello Sacerdote al Giornale di Chieti.
Classe 1989, ha iniziato il suo percorso professionale nel 2009, partecipando a performance, spettacoli, cortometraggi e vari progetti culturali, sia in Abruzzo che fuori regione. La sua formazione teatrale lo ha portato a incontrare registi, maestri e pedagoghi del calibro di Eugenio Barba, Cesar Brie, Yves Lebreton. Si è specializzato, inoltre, in musica popolare. Nel 2013 è tra i co-fondatori del gruppo Muré Teatro, con cui ha lavorato fino al 2017, portando avanti un’intensa attività sul territorio regionale e nazionale.
CuntaTerra è una realtà artistica consolidata e apprezzata che si occupa di ricerca, creazione e formazione nel campo del teatro, della musica, della cultura e delle arti popolari.Un teatro «che esplora i linguaggi artistici integrandoli al recupero di tradizioni culturali e memorie storiche da mettere al servizio del tempo presente». All’ambito teatrale integra la pratica musicale, «attraverso la valorizzazione dei patrimoni sonori di tradizione orale, con la riscoperta di strumenti, canti e repertori popolari».
Nella sua sede di Brecciarola di Chieti,la compagnia svolge attività creative e formative: dai laboratori teatrali a quelli musicali e artistici, passando per rassegne culturali, spettacoli, eventi e incontri. CuntaTerra collabora con enti, teatri, istituzioni scolastiche e altre realtà associative del territorio, proponendo e partecipando attivamente a variegati progetti. Tra queste ci sono le iniziative che fondono l’arte alla natura, come le escursioni narrate e le camminate teatrali.
Ultima in ordine di tempo è “Quando il grano maturò”, una produzione targata CuntaTerra e TSA Teatro Stabile d’Abruzzo. «Un nuovo progetto di produzione teatrale, salvaguardia e tutela della memoria scritta e orale sul tema della Resistenza Umanitaria durante la Seconda Guerra Mondiale in Abruzzo» annuncia Marcello. «La volontà di approfondire e divulgare questa importante pagina di storia nasce dal grande amore per il nostro territorio, che fu un vero e proprio laboratorio della Resistenza – per molti versi unico – in Italia. Lo spettacolo è un intreccio di memorie e racconti, risultato di un lungo lavoro di ricerca sul campo, tra l’analisi di fonti storiche e le interviste realizzate con i testimoni del passato».
Un progetto ampio, che nasce come spettacolo di narrazione teatrale ma è molto di più. «Vuole essere un intreccio di storie che partano dal popolare, dalle vicende esistenziali di uomini e donne che hanno vissuto la guerra sulla loro pelle. Si dà risalto alle storie di Resistenza Umanitaria, una resistenza non armata che si esprime in termini di solidarietà e fratellanza. Raccontiamo gli anni ’43 e ’44 della Seconda Guerra Mondiale attraverso storie che al loro interno hanno una risonanza enorme, estremamente profonda per ciò che esprimono. Storie, purtroppo, ancora sommerse, poco conosciute, poco consapevolizzate. In Abruzzo sono accaduti eventi di estrema drammaticità, di estrema audacia, di estremo coraggio. Tanti livelli portati in scena con la leggerezza calviniana che esprimiamo con il nostro stile, per stimolare questo riconoscimento di una memoria civile molto collettiva. Ci piace definirlo come una rete, attraverso la quale connettere persone, esperienze, idee e azioni, con l’obiettivo comune di valorizzare e salvaguardare questa memoria, nonché promuovere l’arte e la cultura del territorio». Parte del progetto sarà dedicato alle scuole, ma si darà vita anche a un vero e proprio archivio che custodisca queste storie, queste memorie. E si pensa, tra le altre cose, anche a un docufilm e a un libro.
CuntaTerra ha lanciato una campagna di crowdfunding a sostegno di questa nuova iniziativa. «Proprio perché lo consideriamo un progetto collettivo, perché ognuno potesse sentirsi un po’ parte di questa storia che ha bisogno di risorse ma soprattutto di presenza». “Quando il grano maturò” è stato presentato a Pescara lo scorso 9 aprile; prevista una replica il 25 aprile a Spoltore e altre sono in via di definizione.
L’esigenza della divulgazione diventa ancora più importante se si pensa che un’elevata percentuale di abruzzesi non conosce le proprie storie. «Ci sono abruzzesi che le conoscono molto bene e si battono per divulgarle e valorizzarle, ma ci sono anche, purtroppo, ed è un dato di fatto, moltissimi abruzzesi che, al contrario, non hanno consapevolezza del proprio territorio. Non conoscono la storia della regione, la sua cultura, le sue memorie. Non le conoscono e, nel caso più grave, non le vogliono conoscere. C’è una fatica ancora oggi fortissima a valorizzare tutti quegli strati, tutte quelle bellezze profonde che non siano le classiche vicende folkloristiche o enogastronomiche. La nostra regione si porta dietro una storia importante, straordinaria: qui c’è di tutto ed è accaduto di tutto, ma con quel tutto ancora non sappiamo farci i conti, non sappiamo ancora riconoscere la ricchezza, il patrimonio materiale e immateriale che c’è.Non riusciamo ancora per varie ragioni, sia istituzionali che sociali, sia collettive che individuali. Con CuntaTerra vogliamo proprio andare a stimolare questo conflitto in termini positivi, propositivi».
Molto complesso scegliere uno spettacolo preferito tra quelli che lo hanno visto impegnato, anche se un titolo in particolare continua a restargli nel cuore. «Difficile dire a quale sono più legato perché sono tutti pezzi di cuore, tutti generati da un’urgenza personale, da un affetto verso i temi trattati. Se dovessi sceglierne uno simbolico, significativo, sceglierei “Primiano – Brigante per Amore”, la prima produzione teatrale di CuntaTerra: racconta il tema del brigantaggio post-unitario partendo dall’Abruzzo. Una storia abruzzese con uno sguardo universale».

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